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Festival Internazionale del film documentario

3° NYDFF - 29 maggio 2010

Sabato 29 Maggio - Anthology Film Archive - Maya Deren Theater

18.30
NYWIFT - New York Women in Film and Television presenta
FINE PENA MAI, di Enrica Colusso
(Italia, 1995, colore, 93’)
L’esperienza estrema dei detenuti condannati all’ergastolo nel carcere isolano di Porto Azzurro (Isola d’Elba). Il respiro lento della condanna a vita, l’esistenza senza tempo di quattro prigionieri della routine di un’istituzione totale. La loro realtà quotidiana, i loro i sogni, le aspettative e le strategie di sopravvivenza. Il tempo statico, ciclico, in cui il domani non è che un oggi reiterato, dove i gesti, i ritmi, i silenzi appaiono dilatati; dove l’autocoscienza, la creatività, la comunicazione sono costretti a seguire percorsi inusuali e inconsueti.
Q&A con Enrica Colusso moderato da Tanja Meding.

20.30
THE FEELING OF BEING THERE (1958 - 1965)
SETTE ANNI DI CINEMA DOCUMENTARIO
Un percorso indicativo delle linee di forza che hanno attraversato (e continuano ad attraversare) il cinema moderno. Undici cortometraggi che hanno segnato la storia del documentario in un periodo di grande fervore creativo che corrisponde alla nascita del Festival dei Popoli.

LAMBERT & CO., di D A Pennebaker
(USA, 1964, bn, 15’)
Una mattina del 1964 Dave Lambert arriva in taxi agli RCA Studios per un'audizione del suo nuovo quintetto, il Lambert, Hendricks and Ross. La cinepresa di Pennebaker osserva i musicisti e i cantanti all'opera, cattura gesti, volti, sguardi, filma la musica il flusso di emozioni che anima il gruppo.

THE SNOWSHOERS, di Michel Brault, Gilles Groulx
(Canada, 1958, bn, 19’)
Nel 1958, durante un convegno annuale di «ciaspolatori», Michel Brault gira le immagini di quello che dovrebbe essere un reportage per un «magazine» televisivo. Grazie all’uso, per la prima volta, di un suono sincrono e di un obiettivo grandangolare, che permette di riprendere la gente in mezzo alla folla, mostrando con evidente freschezza i riti, le chiacchiere e il piacere di stare insieme, THE SNOWSHOERS diventerà il film che darà inizio al «cinema diretto».

LA CANTA DELLE MARANE, di Cecilia Mangini
(Italia, 1961, colore, 10’)
In una calda giornata estiva, un gruppo di ragazzini delle periferie romane giocano e scherzano in uno dei tanti fiumiciattoli che circondano la città. La macchina da presa li scruta, si avvicina a loro, ne rivela i gesti e gli sguardi, li avvolge in una sorta di danza visiva, mentre le parole del commento (affidate alla sensibilità poetica di Pier Paolo Pasolini) ne raccontano le storie, i desideri, i sogni, il futuro.

...A VALPARAISO, di Joris Ivens
(Cile/Francia, 1962, colore/bn, 28’)
Costruita su una serie di ripide colline, che separano i quartieri borghesi, più vicini al mare, dalle periferie popolari, perdute sulle sommità dei rilievi, Valparaiso è teatro di un’umanità che si misura con la fatica e la febbre di vivere. Mostrandone la verticalità, illustrandone le bizzarrie architettoniche e la routine quotidiana, stigmatizzandone le divisioni sociali, il film segna il momento della raggiunta maturità stilistica di Ivens.

SALUT LES CUBAINS, di Agnès Varda
(Francia/Cuba, 1963, bn, 30’)
Fra il 1962 e il 1963 Agnès Varda compie un viaggio a Cuba, nel corso del quale scatta centinaia di fotografie. I suoi soggetti sono gente comune, ma anche artisti, poeti, musicisti, dirigenti del partito al potere. Più tardi ne farà un film di montaggio, in cui la musica e il commento sonoro trasformano le foto in fotogrammi e le trascinano in un vortice di idealismo e fervore. Il risultato è un piccolo film a ritmo di cha cha cha, debordante di energia contagiosa.

THE WHITE BELLS, di Ivars Kraulîtis
(Lettonia, 1961, bn, 20’)
Una bambina attraversa una città, spinta dal desiderio di un piccolo mazzo di fiori. Messo in scena come un’opera di finzione, “Baltie zvaniņi” documenta vivacemente il fermento e i veloci cambiamenti di Riga negli anni Sessanta, mostrando con pudore l’affaccendarsi quotidiano dei suoi abitanti. Uno dei migliori documentari lettoni, un eccellente esempio di cinema di poesia.

Anthology Film Archives, 32 Second Avenue (at 2nd Street), New York, NY 10003
www.nydff.org

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