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Festival Internazionale del film documentario

CANTIERI DEL DOCUMENTARIO: LABORATORI di CREAZIONE del CINEMA DEL REALE al FESTIVAL DELLA CREATIVITÀ

Firenze, 21-24 ottobre 2010 presso la Mediateca Regionale Toscana.

Documentaristi Anonimi propone una serie di laboratori sui processi di creazione e di produzione di opere documentarie.
I laboratori sono incontri di analisi e discussione con gli autori e sono dedicati a progetti, lavori in corso, lavori già ultimati. La discussione si nutrirà della visione dei film, di fasi e versioni dei lavori: sopralluoghi, interviste, estratti di montaggio in corso…

Come in una riunione di lavoro aperta, lo scopo è di aprire una discussione approfondita con i partecipanti sulle fasi dei processi di creazione: scelta dei temi, scrittura del reale (sia come scrittura preliminare, sia come linguaggio cinematografico), strategie di produzione, strategie di realizzazione, come portare il film al pubblico.
- Per i lavori ultimati saranno ripercorse le fasi di lavorazione fino al risultato ottenuto.
- Per i lavori in corso o in progetto, saranno discusse le strategie di prosecuzione nel rapporto tra l’idea e la sua realizzazione.
- Saranno analizzati generi, stili, linguaggi e temi, in un confronto su modi diversi di lavorare nel cinema del reale.
L’idea è che i partecipanti possano avvicinarsi alla ‘cultura del documentario’, trarre spunti per i loro progetti o essere coinvolti sul seguito di alcuni dei lavori discussi, in un “gruppo di lavoro” che possa accompagnare le fasi successive di alcuni progetti.

I CANTIERI del DOCUMENTARIO si svolgono in 4 pomeriggi, ognuno di 3 ore, nei giorni 21, 22, 23, 24 ottobre, dalle h 17 alle 20, presso la biblioteca della Mediateca Toscana, Via S. Gallo 25, Firenze. Sono aperti al pubblico con pre-iscrizione sul sito http://2010.festivaldellacreativita.it
Numero massimo 40 iscrizioni.

LABORATORI:

21 OTTOBRE
"JORGE A-VUELO, CHASKI IL MESSAGGERO", 2005, 40’, di Silvia Lelli - Presentano il laboratorio e discutono di Antropologia Visiva Riccardo Putti (Università di Siena-Ars Videndi) e l’autrice.
L’idea di documentare la vita di quello che in Italia è stigmatizzato nella riduttiva categoria di ‘immigrato portapizze’ comporta qualche sorpresa: una breve storia di vita rivela la ricchezza culturale nascosta dietro una categoria stereotipata costruita dall’occidente. Il ‘soggetto’ nel suo paese è un reporter, un ‘messaggero’ (‘chaski’ in lingua quechua ), e nel suo lavoro migrante filma la città per riportare al suo paese un’immagine non mitizzata; si mette a dare indicazioni all’etnografa su come filmare la propria attività, diviene co-autore, in linea con le politiche di diritto all’auto-rappresentazione. Una storia di vita che parla di una situazione sociale diffusa, illustra come la migrazione deformi i ruoli sociali. Si sviluppa tra Italia e Ecuador: è lì che il Chaski ci porta, dopo aver consegnato, con qualche difficoltà, alcune pizze in un Occidente un po’ triste. Rigorosamente documentario, presa diretta, senza effetti speciali. Un’etnografia visiva partecipata che permette, attraverso l’analisi delle sequenze e delle vicende del film, di parlare dell’Antropologia Visiva e dei suoi sviluppi con il Professor Riccardo Putti.

22 OTTOBRE
"OCCHI SU ROMA", 2008, 60', di Filippo Macelloni
Regia: Lorenzo Garzella, Filippo Macelloni, Vincenzo De Cecco.
Produzione: Rai Cinema, Università di Roma La Sapienza. Produzione esecutiva: Nanof. Presentano il laboratorio Filippo Macelloni e Lorenzo Garzella (Nanof)
Il film mira a utilizzare in modo creativo e dinamico i punti di vista delle telecamere sparse per la città e, parallelamente, a riflettere in modo analitico (e senza pregiudizi) su queste "presenze invisibili, rassicuranti e inquietanti al tempo stesso" (David Lyon, "La Società Sorvegliata", Feltrinelli, 2001).
Centinaia, migliaia di telecamere filmano Roma. Costantemente. Spesso dall'alto, attaccate sotto i cornicioni o ai lampioni delle strade, a volte ad altezza d'uomo, da dietro un bancomat o alla stazione di un autobus. Inquadrano (senza pensare tanto all'inquadratura) le piazze e i monumenti, sorvegliano le scatolette nei supermercati e gli scaffali nelle librerie, le statue delle chiese e gli attrezzi delle palestre, le casse dei bar e i semafori agli incroci...
Occhi per certi versi inquietanti, ma che, con la loro diffusione capillare e la ripresa continua, "indifferenziata", 24 ore su 24, possono raccontare la coralità quotidiana della grande città, la vita metropolitana che scorre sotto questi sguardi: una sorta di "sinfonia urbana".
Su questo scenario di storie, personaggi, luoghi, si approfondiscono i temi più attuali e controversi che emergono con la diffusione crescente dei sistemi di videosorveglianza: il bisogno di sicurezza dei cittadini, la necessità di salvaguardare i monumenti e i luoghi storici, i risvolti sociologici (sicurezza vs. privacy, l'applicazione della legge, il "panopticon urbano", ecc.), le nuove frontiere della tecnologia (biometrica, people tracking, analisi del comportamento, telecamere "intelligenti", ecc.). Interviste ad alcuni "esperti" guidano la riflessione, unite alle opinioni dei cittadini che si esprimono sulla percezione di queste presenze capillari e "ambigue".
Il laboratorio sarà una riflessione sull'esperienza produttiva e creativa della realizzazione del film. La collaborazione fra una casa di produzione indipendente (Nanof), Rai Cinema e un master dell'Università. La lotta diplomatica e tecnologica per accedere all'uso e alle registrazioni delle telecamere. I quesiti creativi su come utilizzare gli sguardi delle telecamere per ricreare un affresco della città. Il controverso problema dei diritti. Le esigenze di inquadrare il fenomeno della videosorveglianza dal punto di vista sociale e degli sviluppi futuri. La volontà di sviluppare una riflessione non solo locale, ma di inquadrare il fenomeno su scala globale, indagando anche la situazione di metropoli come Londra e NewYork. La curiosità di incontrare chi lavora, anche criticamente, sui risvolti artistici del fenomeno. La ricerca di un equilibrio fra sperimentazione e riflessione.

23 OTTOBRE
"GRADI DI COSCIENZA", 2008-09, 45’, di Francesco Andreotti e Livia Giunti (SantiFantiFilm). Presentano il laboratorio gli autori.
La videoinstallazione presentata nel 2008 a Livorno e successivamente al Look At Festival 2009 è ispirata alla figura di Piergiorgio Welby. La videoinstallazione intende costruire un totem e sfatare qualche tabù. Il totem è dedicato a Welby e alla sua battaglia per i diritti civili del malato, ma a ben guardare è lui a costruire un totem e a dedicarlo a noi. La televisione aveva a sua volta creato un totem-Welby, intubato, incastonato in un’icona di sofferenza senza speranza. Ma oltre quell'icona c'erano le sue parole, lettere, scritti, quadri, poesie e tutto un vissuto irriducibile rispetto alla lettura dei TG.
Nell'incontro si parlerà della genesi del progetto, si mostreranno e si discuteranno i contributi che lo strutturano, si delineeranno i possibili sviluppi futuri.
Nato come progetto di documentario, si è andato poi modificando fino a divenire una videoinstallazione.
Il nostro incontro con la storia di Piergiorgio e Mina Welby è avvenuto nel 2006 e si è trasformato in un percorso che dura ancora e trova momenti e forme di espressione ogni volta diversi. La nostra idea attuale è che torni a strutturarsi come un documentario. Anche questo processo sarà analizzato nel laboratorio.

24 OTTOBRE
"IN PURGATORIO", 2009, 72’, di Giovanni Cioni
L’incontro sarà un giornale aperto della lavorazione del film, dai primi sopralluoghi per la scrittura al montaggio, con estratti della sceneggiatura, alcune tappe del montaggio. La ricerca del film a partire da un’intuizione, il confronto con la realtà, con una città che scoprivo per il film, con le persone incontrate, le difficoltà, le sorprese: come il film prende forma a partire da questo confronto.
Il film è ispirato al culto del Purgatorio a Napoli. Tramite il racconto di un’erranza, di incontri, di storie vissute, di testimonianze, di sogni, di luoghi percorsi, è un’immersione in una questione che il culto rivolge. Noi dobbiamo sapere che siamo esistiti. L’anima del Purgatorio è un abitante di questo mondo. Il morto che non ha nome, che appare in sogno, che erra fra i vivi. Lo sconosciuto incrociato nella folla, il viso sulla foto di chi è scomparso. L’Altro. Uno degli altri, ognuno di noi. Io sono un abitante di questo mondo. Io sono uno degli altri.
Premio del pubblico 50 festival dei Popoli, Firenze nov 2009
Premio del patrimonio, Cinéma du Réel, Parigi marzo 2010
Premio FEMIS del miglior doc italiano a Terra di Cinema, Tremblay, marzo 2010
Menzione speciale Casa Rossa, Film Festival di Bellaria, giugno 2010
In concorso a Salina doc, settembre 2010
In concorso a Doc/IT professional award, ottobre 2010


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