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Festival Internazionale del film documentario

‘Cuchillo de Palo’, viaggio politico nel Paraguay

Lunedì 15 novembre, terzo giorno della 51esima edizione del Festival dei Popoli.
La giornata inizia alle 11.30 nell’aula magna della facoltà di scienze della formazione (via Laura 48) con l’incontro “2010 against poverty”. Partendo dai principi della campagna mondiale contro la povertà, nell’incontro sarà analizzato l’impatto del cinema nella percezione del disagio economico e sociale mondiale.

Alle 15, presso il cinema Odeon (piazza Strozzi 2), parte la carrellata di proiezioni. Il primo documentario è ‘Premier Jour – L’arrivee’ di Fernand Melgar (prima italiana). Seguirà ‘Pas les flics, pas les noirs, pas les blancs’ di Urusla Meier, un documentario “positivo” che traduce il desiderio in volontà e il conflitto in dialogo.
 
Alle 17 spazio a ‘Wiegenlieder’ di Johan Feindt e Tamara Trampe (prima italiana), un percorso multiplo e affascinante lungo le tracce nascoste della memoria nelle strade di Berlino.

Alle 19 ‘Maye et flis’ di David Maye. Film di famiglia su una relazione che pare uscita da un passo biblico, Maye et fils è una felice digressione sulla trasmissione e sul senso del vivere. A seguire ‘Foreign parts’ di Véréna Paravel e J.P.Sniadecki (prima italiana), ambientato a Queens, il quartiere di New York, dove sorgono garage, officine meccaniche e sfasciacarrozze e dove è possibile trovare i pezzi di ricambio di tutte le auto esistenti. Un luogo che, abbandonato per anni a se stesso, rischia ora di scomparire a causa di un progetto di riqualificazione urbana.

Alle 21.30 proiezione di ‘Irma’ di Charles Fairbanks (prima italiana). Irma è un’anziana "luchadora" che reca sul suo corpo i segni di una vita trascorsa sul ring a battersi e a eseguire manovre pericolosissime. Ogni giorno si reca in palestra dove ripassa le mosse che l'hanno resa una star acclamata dal pubblico. Delle bambine la osservano curiose. Da qualche parte risuona una canzone: Irma ha fatto anche la cantante nella sua vita. Nella memoria si accendono immagini sgranate di usurate registrazioni televisive.
 
Seguirà ‘Cuchillo de palo’ di Renate Costa (prima italiana), ritratto del Paraguay attraverso un viaggio personale e politico in un paese che non ha ancora fatto i conti con il proprio passato. Protagonista del film è Renate Costa, che rievoca con affetto la figura di suo zio, arrestato, torturato, rilasciato e morto di «tristezza» – come dicevano i suoi familiari.
 
Al cinema spazio Uno (via del Sole 10), dopo le repliche di ‘Sur les paves, l’altai’, ‘Ju tarramutu’ e ‘Genpin’, verranno proiettati tre documentari del regista, fotografo e artista canadese Peter Mettler.
Si inizia alle 17.30 con ‘Lancalot freely’ (prima italiana), cortometraggio realizzato quando il regista frequentava la scuola di cinema. Un ritratto forte e appassionato del suo amico Kevin Jamieson, che Mettler aveva perso di vista dai tempi dell’adolescenza. Seguiranno ‘Gregory’, storia di una coppia ossessionata dai fantasmi della loro mente, e ‘Eastern avenue’, un viaggio di emozioni tra Svizzera, Berlino e Portogallo.
 
Alle 19.30 ‘C’etait hier’ di Jacqueline Veuve (prima italiana), ambientato nei difficili anni Trenta della Svizzera, un paese diviso tra benestanti e lavoratori. 

Alle 21.30, dopo il corto ‘Premier jour – La visite’ di Fernand Melgar (prima italiana), si terrà la proiezione di ‘Genet à Chatila’ un film di grande forza politica, ambientato a Chatila, campo profughi palestinese a Beirut.

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