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Festival Internazionale del film documentario

Desaparecidos cileni in anteprima italiana con Guzmàn

Martedì 16 novembre, quarto giorno della 51esima edizione del Festival dei Popoli.
Al cinema Odeon (piazza Strozzi) le proiezioni cominciano alle 15 con il cortometraggio ‘Premier jour – La rentree’ di Fernand Melgar (prima italiana).
Segue ‘Requiem’ di Reni Mertens e Walter Marti, omaggio ad un’umanità scomparsa in un originale e suggestivo viaggio nei cimiteri (entrambi fanno parte della sezione omaggio al cinema documentario svizzero).

Per il concorso cortometraggi, alle 17, ‘Greek salad’ di Jean-Claude Taki (prima europea), un flusso di parole (tra cui testi di Deleuze e Daney) che scorrono su immagini sorprendenti e mai scontate.
La proiezione successiva è ‘Content’ di Chris Petit (prima italiana in concorso internazionale) ispirato alla musica elettronica di Antye Greie. Basato sui testi di Ian Penman, affidati alla voce di Hanns Zischler, il film è uno spiazzante viaggio senza meta, un divagare ipnotico e meditativo che si sofferma sulle memorie perdute, sul senso dell'infanzia, sull'impatto delle nuove tecnologie.

Sempre in concorso internazionale, alle 19.30, spazio a ‘A falta que me faz’ di Marilia Rocha (prima italiana), dove un gruppo di ragazze del Nord-Est brasiliano si confronta con la fine della propria adolescenza.

Alle 21.30 proiezione di ‘Amanar Tamasheq’ di Lluís Escartín (prima italiana per il concorso cortometraggi), sull'agonia del popolo tuareg, un genocidio silenzioso, ignorato dai media e dalla comunità internazionale.
Segue l’anteprima italiana ‘Nostalgia de la Luz’ di Patricio Guzmán (in concorso internazionale), sui desaparecidos cileni, un film di dolore e poesia che tocca i valori fondanti dell'umanità. Il documentario è girato sulle montagne del deserto di Atacama in Cile dove sono installati i telescopi più potenti del mondo. Mentre gli scienziati cercano nel cosmo le origini della vita, gli archeologi esplorano il terreno per ritrovare le tracce delle popolazioni precolombiane. In mezzo a loro si muovono i parenti delle persone scomparse sotto il regime di Pinochet, alla ricerca dei resti dei loro congiunti. Patricio Guzmán è un regista, sceneggiatore, attore e fotografo cileno: è conosciuto a livello internazionale per aver diretto dei documentari sulle battaglie in Cile, su Pinochet e Allende.

Allo Spazio Uno (via del Sole), si inizia alle 10.30 con le repliche di ‘Maye et fils’, ‘Irma’, ‘Cuchillo de palo’ e alle 15:30 ‘Foreign parts’.
Alle 17, per l’omaggio al regista canadese Peter Mettler, l’anteprima mondiale ‘Tectonic plates’: una storia d’amore tra la pittrice Madeleine e il suo professore d’educazione artistica Jacques.

Per l'omaggio al cinema documentario svizzero, alle 19 con il corto ‘Premier jour. L’apprentissage’ di Fernand Melgar (prima italiana) e ‘War photographer’ di Christian Frei (presente in sala). Quest’ultimo, candidato all’Oscar e premiato in numerosi festival, è un ritratto di James Nachtwey, fotografo di guerra molto noto, che per oltre vent'anni ha documentato tutti i più grandi conflitti: l'Afghanistan, la Bosnia, il Ruanda, l'Irlanda del Nord, la Somalia.
Alle 21:30 chiude il programma la replica di ‘Wiegenlieder’.

Eventi collaterali: all’Odeon Bistrò, alle ore 11, si terrà la presentazione del libro Angès Varda (Le mani edizioni) dall’autore Nicola Falcinella (giornalista e critico cinematografico). Alle 12.00 il consueto incontro con i registi presenti al festival (presso la sala degli specchi).


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