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Festival Internazionale del film documentario

‘Nel giardino dei suoni’, tutta la spiritualità del Casentino

Sarà "Nel giardino dei suoni" dell’aretino Nicola Bellucci il documentario protagonista della giornata di sabato 20 novembre, del Festival dei Popoli. Il documentario, in anteprima nazionale, in programma alle 15.00 al cinema Odeon (piazza Strozzi) per la sezione Stile Libero, è il ritratto di un particolare terapeuta, Wolfgang Fasser, non vedente che, nelle campagne del Casentino (Toscana), cura bambini che la malattia ha reso incapaci di esprimersi, trovando strade inconsuete e miracolose per comunicare con loro. Il documentario è girato a Quorle, un piccolo villaggio tra Arezzo e Poppi nell’appennino toscano.

L’ultima giornata del festival inizia alle 15, per la retrospettiva sulla Svizzera, con il cortometraggio "Premier Jour- Le Stage" di Fernand Melger.

Alle 17, sempre per la sezione ‘Stile Libero’, sarà la volta del secondo evento speciale organizzato dalla Fondazione Explore, con la proiezione di "Traveling with Jihad" di Charles Annenberg Wingarten che nel documentario viene guidato dall’Iman di Los Angeles, Jihad Turk, alla scoperta dei legami che uniscono Ebraismo, Cristianesimo e Islam.

Alle 18 la proiezione di "Making of Great Migration", una produzione National Geographic Television, evento speciale organizzato all’interno di Florens 2010 in cui verrà presentata la nuova serie di documentari dedicata alle grandi migrazioni che milioni di animali affrontano periodicamente per assicurarsi la sopravvivenza.

Alle 21 saranno premiati i film vincitori della 51° edizione del Festival dei Popoli proiettati, in seguito, alle 22.30, allo Spazio Uno. Dopo la premiazione, al cinema Odeon cala il sipario sulla 51esima edizione del Festival dei Popoli l’anteprima "David wants to fly" di David Sieveking (prima italiana, Stile Libero), storia di un giovane regista tedesco, appassionato dell’opera di David Lynch, che decide di seguire il suo idolo e di saperne di più sulla Lynch Foundation e sulla diffusione della meditazione trascendentale a cui il regista americano si dedica da più di trent’anni. È solo l’inizio di un viaggio surreale all’interno di un mondo nascosto, popolato di personaggi perturbanti. Un viaggio che lascerà tracce profonde nella vita stessa del giovane autore e nella sua idea di cinema.

Allo Spazio Uno (via del Sole), proiezioni al via alle 10.30 con le repliche di "Cotonov vanished", "Holding still", "Inwentaryzacja", "Interieurs du Delta". Alle 15 repliche di "…e invece era una volpe", "Soy libre".

Alle 17 "Cielo senza terra" di Giovanni Maderna e Sara Pozzoli (Panorama Italiano) interveranno anche Ernesto De Pascale conduttore del programma radiofonico "Il Popolo del Blues" e Gianni Grandis produttore musicale degli anni 70.
Un padre e un figlio camminano in montagna, dormono in tenda, si lavano con l’acqua gelata e parlano. Discutono della famiglia e di libertà, di soldi e di Dio. In parallelo si svolge uno sciopero degli operai di una fabbrica e si ascolta la testimonianza di un produttore discografico. Un film originale tra fiction e documentario. Un dialogo a più voci sul presente, sulla memoria e sul senso della trasmissione nel rispetto delle posizioni di ognuno.

Alle 19.30 "Premier jour – L’attente" di Fernand Melgar (prima italiana, Cinema svizzero). Segue "Geschichte der Nacht" di Clemens Klopfenstein, presente in sala (Cinema svizzero), film girato in 150 notti in 50 città diverse. Alla porta d’ingresso di questa «storia della notte» ci accoglie Leopold Bloom. L’Ulisse di Joyce allude all’universo della città contemporanea e al flusso di pensiero, come modalità narrativa. Similmente, il film sarà un viaggio in un mondo dove le distinzioni tra presente e passato, rito e quotidianità sfumano.

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