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Festival Internazionale del film documentario

‘This is my land… Hebron’, nell’anima feroce della Cisgiordania

Mercoledì 17 novembre, la quinta giornata della 51esima edizione del Festival dei Popoli inaugura, per la prima volta a Firenze, gli Italian Doc Screenings, il più grande evento dedicato al documentario in Italia a cui partecipano più di 40 broadcasters internazionali. Fino al 20 novembre presso l’auditorium di Sant’Apollonia (via San Gallo) saranno infatti presenti 42 esperti internazionali tra rappresentanti di canali televisivi, produttori e distributori insieme a 150 professionisti italiani di settore che si riuniranno per presentare attività di mercato per film e progetti. L’evento si caratterizza per incontri e discussioni pubbliche con i protagonisti internazionali nel campo del film documentario a cui prenderanno parte 300 accreditati. L’evento è reso possibile grazie all’accordo tra Doc/it, Fondazione Sistema Toscana - Mediateca Toscana Film Commission, Ministero dello Sviluppo Economico, ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero, Apt, provincia di Firenze e Convention Bureau.
 
Al cinema Odeon (piazza Strozzi) le proiezioni iniziano alle 15 con tre cortometraggi in concorso internazionale. ‘Blue Sky. Dark bread" di Ilya Tomashevich (prima italiana), ambientato nella fredda Russia durante la mietitura del grano. Il lavoro di tutti i giorni viene trasformato in un poema che celebra la terra e i frutti che essa generosamente produce. Segue "Holding Still" di Florian Riegel (prima italiana), storia di Janis Sawyer, una donna di Seaside (Florida) segnata da un dolore e da una tragedia inenarrabile. A seguire "…e invece era una volpe" di Alessandra Locatelli (prima mondiale), dove il cinema prende corpo come sguardo e come incontro col mondo attraverso lo sguardo quotidiano in un paesino di montagna.

Alle 17 "Et si" di Serge Lalou (concorso lungometraggi, prima mondiale), storia di un uomo anziano che abbandona la propria casa in cerca di una nuova vita.

Alle 19.30 "Cesky Mir" di Vít Klusák, Filip Remunda (Stile Libero, prima italiana), proiezione in collaborazione con il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina nell’ambito del progetto "Ritratti del potere. Volti e meccanismi dell’autorità". Il film è ambientato a Torkavec, un piccolo paese della Repubblica Ceca dove sta per essere costruita la 762a base militare americana. Il suo sindaco cerca di impedirlo, dando così vita ad una serie di polemiche, scontri violenti ed esilaranti rivelazioni. Con spirito dissacrante e sguardo sagace, Vit Klusák e Filip Remunda aprono uno spaccato sul modo in cui i grandi scenari della geopolitica si ripercuotono sulle vite dei singoli cittadini.

Alle 21.30 "Safar-e-sabaz (Viaggio verde)" di Linda Dorigo (concorso cortometraggi, prima mondiale), ritratto dell’Iran da parte di un giovane iraniano partito da Teheran alla volta di Istanbul a bordo del TransAsia Express.  
A seguire la prima mondiale di "This is my land… Hebron" di Giulia Amati e Stephen Natanson (concorso lungometraggi), un implacabile viaggio alla scoperta degli aspetti più contraddittori dell'animo umano, un folgorante ritratto di una terra santa e maledetta, promessa e contesa da troppi: la Palestina.
 
Allo Spazio Uno si inizia alle 10.30 con le repliche di "Greek Salad" e "Content" e, alle 15, di "A falta que me faz".

Alle 17, per la retrospettiva sul regista Peter Mettler, spazio a "The Top of his Head", il cui protagonista è Gus Victor, un rappresentante di antenne paraboliche satellitari la cui vita viene messa radicalmente in discussione quando incontra casualmente la 'performance artist' Lucy, la cui strategia consiste nel coinvolgere persone ignare nei suoi eventi di “terrorismo estetico”.

Alle 19 replica di "Amanar Tamasheq" e "Nostalgia de la Luz".

Alle 21 "Tra terra e cielo" di Joseph Péaquin (Panorama italiano, prima mondiale), ambientato nei boschi della Valle d’Aosta, abitualmente frequentati da persone che conoscono l'importanza della medicina naturale.
 
Eventi collaterali: all’Odeon Bistrò, alle ore 11, si terrà la presentazione del libro "Africa Bomber" del giornalista e scrittore Goffredo De Pascale. E’ la storia della tormentata emigrazione di Kalas, 17enne africano in fuga dalla Nigeria che, dopo mille peripezie, si ritrova a Perugia, dove le sue doti calcistiche, coltivando un suo sogno, lo portano a militare in una squadra di seconda categoria.

Alle 12.00 il consueto incontro con i registi presenti al festival (presso la sala degli specchi).

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