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Festival Internazionale del film documentario

Filmare l'Architettura - 15 maggio 2012

Giornata di studi - 15 maggio 2012
Complesso di Santa Verdiana, Piazza Ghiberti 27, Firenze

ore 10:00 - Programma

Saluti: Saverio Mecca (Preside Facoltà di Architettura)

RIFLESSIONI E SPUNTI SUL CASO SAVIOLI

Interventi: Alberto Breschi (Università di Firenze), Arch. Sandro Poli
Moderatore: Pino Brugellis (Direttore Osservatorio sull'Architettura - Fondazione Targetti)
Proiezione del video realizzato in occasione del workshop "Filmare l'Architettura presenta: Leonardo Savioli"
Interventi: Filippo Macelloni (docente del workshop)
Proiezione del documentario Leonardo Savioli – Il segno generatore di forma-spazio, di Massimo Becattini (Italia, 2012, 20') - Alla presenza dell'autore
Vita, architettura, arte e poetica di Leonardo Savioli attraverso la grande mostra tenutasi all’Archivio di Stato di Firenze nel 1995 a cura di Lara-Vinca Masini, Alessandro Poli, Rosalia Manno Tolu.

FILMARE L'ARCHITETTURA
Interventi: Marco Brizzi (Image), Giacomo Pirazzoli (Università di Firenze), Sergio Risaliti (Storico dell'Arte)
Proiezione del video Museum's Site Specific, di Jacopo Sbolci/Kinokitchen

ore 15:00 - Programma di video a cura di Image ARCHIVE

La Petite Maison. An Architectural Seduction, di Tânia Moreira David
(GB, 2009, 9'57'') - senza dialoghi
Un testo letterario del XVIII secolo, La Petite maison, di Jean-François de Bastide, è lo spunto che ha guidato la progettazione della Dairy House. Nel racconto il marchese de Trémicour invita Mélite a visitare la sua petite maison, convinto che sarà sedotta dal desiderio che l'architettura della piccola casa contribuirà ad alimentare. Il cortometraggio mette in luce lo spazio e le qualità sensoriali e percettive dello studio di Skene Catling de la Peña.

Piscina Vizcaya, di Luis Urculo
(Spagna, 2010, 2'45'') - v.o. spagnolo, sott. spagnolo
Il cortometraggio presenta il punto di vista di chi vive l'architettura: in questo caso sono gli occhi dei bambini. La piscina della loro scuola, progettata da ACXT - Javier Pérez Uribarri, è un edificio fatto di tanti oggetti e materiali diversi. Potrebbe essere anche una montagna che qualcuno ha deciso di bucare e riempire d'acqua...

Torino, Porta Palazzo, di Filippo Macelloni (FILMAC)
(Italia 2004, 6’06’’) - senza dialoghi
Porta Palazzo è il quartiere più interessante di Torino, dove si incrociano abitanti insediati
da generazioni e passanti occasionali, commercianti storici e venditori alle bancarelle
del grande mercato, studenti e immigrati. Il fronte dell’edificio che Massimiliano Fuksas e Doriana Mandrelli hanno progettato per Porta Palazzo è un’interfaccia che mette in relazione la vita della piazza e del quartiere con il nuovo spazio.

UNStudio's Galleria Centercity, di Florian Licht
(Paesi Bassi, 2011, 3'58'') - senza dialoghi
Fluidi movimenti di camera restituiscono la frequenza con cui l'edificio modifica la sua immagine. La camera simula la percezione del visitatore e riproduce l'esperienza del movimento attraverso gli spazi stratificati del grande atrio centrale. Nel passaggio dal giorno alla notte, la Galleria Centercity progettata da UNStudio cambia profondamente, sostituendo l'immagine di una facciata monocroma con uno schermo cangiabile.

Up into the Unknown / Back into the Real World - Kunsthaus Graz, di Wanda Yu-Ying Hu (Sweetpotato Archimedia)
(Gran Bretagna, 2006, 5'05'') - senza dialoghi
Le due parti che compongono il cortometraggio raccontano il Kunsthaus di Graz degli architetti Peter Cook e Colin Fournier da punti di vista complementari. Dopo l'osservazione del modo in cui l'architettura dialoga con lo spazio urbano, la camera entra nell'edificio e lascia trapelare la percezione che si ha dell'esterno. La pelle dell'edificio, per il concept particolare che la contraddistingue, è lo strumento attraverso il quale si esplica la relazione di contrasto dell'architettura con il suo contesto.

Cubierta Cazucá, di Juan Carlos Lorza
(Colombia, 2011, 3'30'') - senza dialoghi
Negli slums di Bogotá anche il più contenuto intervento nel contesto urbano ha un potenziale elevatissimo per la riqualificazione dello spazio pubblico. Lo studio Giancarlo Mazzanti Arquitectos, con la sistemazione di un campo da basket, ha valorizzato un punto di aggregazione importante che il film mostra nelle pratiche d'uso che lo interessano e lo qualificano.

Metropol Parasol, Seville, di Marina Miceli (ARUP)
(Spagna, 2012, 6'34'') - v.o. spagnolo sott. inglese
Il Metropol Parasol di Siviglia, progettato dall'architetto Jürgen Mayer H., è una nuova struttura realizzata in Plaza de la Encarnación. Quali ripercussioni si sono verificate nell'intorno urbano in seguito alla sua costruzione? Il film è prodotto da Arup, che ha partecipato alla progettazione, ed è interessato alla ricaduta che i progetti dello studio hanno sulle comunità interessate.

YELLOW FEVER [Lasesarre Football Stadium], di Simone Muscolino, Francesco Monaco
(Spagna, 2005, 5'10'') - senza dialoghi
Lo stadio di Barakaldo, progettato da Eduardo Arroyo [NO.MAD Arquitectos], è raccontato attraverso una molteplicità di punti di vista dai quali emerge la vocazione pubblica dei suoi spazi. Dalle sedute multicolore alle biglietterie, dai percorsi di accesso al campo agli scorci che stabiliscono relazioni tra l'interno e l'esterno del complesso, fino agli spogliatoi e ai gabinetti. Al culmine di un incalzante stop-motion, il campo di gioco si trasforma in un inatteso playgroundper gli stessi spettatori.

Stadium (phantas-mix), di Edgar Pera
(Portogallo, 2005, 7'12'') - senza dialoghi
Un rapporto intimo e diretto con la natura del luogo caratterizza l'intervento dell'architetto Eduardo Souto Moura nelle cave di granito a Braga per la realizzazione del nuovo stadio municipale. Da questa condizione trae spunto questo film che descrive un'ambientazione surreale. Il luogo, la natura, l'oggetto architettonico sono interpretati e riconnotati dalla presenza di improbabili protagonisti e descritti da accadimenti che proiettano l'opera in una sorprendente trasvolata nel tempo.

Koolhaas Houselife, di Ila Bêka e Louise Lemoîne
(Francia, 2008, 58') - v.o. francese sott. italiano
La Maison a Floriac realizzata da Rem Koolhaas/OMA nel 1998 viene esplorata da una prospettiva del tutto inedita: quella degli addetti alla manutenzione e alle pulizie che quotidianamente entrano in contatto ravvicinato con ogni superficie dello stupendo edificio. Il film scardina le convenzioni e la "sacralità" dei film sull'architettura per mostrare la relazione tra lo spazio architettonico e coloro che lo abitano.

Ringraziamenti: Massimo Gregorini, Enrica Buccioni, Elisa Mazzini (Regione Toscana, Settore Valorizzazione del Patrimonio Culturale), Roberto Fuda (Archivio di Stato di Firenze), Sandro Bernardi, Federico Pierotti, Cristina Jandelli (Dipartimento di Storia delle Arti e dello Spettacolo, Università di Firenze), Paola Ricco.

"Filmare l'Architettura" è un evento realizzato nell'ambito del progetto regionale TOSCANAINCONTEMPORANEA2011

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