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Festival Internazionale del film documentario

PROGRAMMA IST. FRANCESE GIOVEDI 5 DICEMBRE

Ore 17:30

Souvenirs de Paris ou Paris Express
di Pierre Prévert, Marcel Duhamel

Francia, 1928, 39’, s.d.

Passeggiando tra le vie di Parigi, le immagini del film catturano lo spirito de les années folles immortalando la bellezza delle donne parigine. Al volante o in carrozza, a passeggio o su un taxi, sedute nella terrazza di un bar o camminando a passo svelto nei boulevards, bionde o brune, le parigine dei fratelli Prévert e di Duhamel sono la vera anima della ville lumière.

Les Nuites Électriques
di Eugène Deslaw

Francia, 1930, 9’, s.d.

Sullo sfondo di un cielo notturno, Deslaw fissa sulla pellicola le luci di Parigi, Berlino, Praga e Londra in una sinfonia fatta di grafica ed illuminazione dallo spiccato spirito futurista. Con giochi di luci “in negativo”, forme, riflessi, linee geometriche e sovrimpressioni, la notte viene spogliata di qualsiasi espediente narrativo e raccontata nell’immediata fascinazione dell’effetto visivo. Le luci sfavillano, si invertono, si sovrappongono e danzano, inneggiando alla modernità e al dinamismo di una città in festa.

Ore 18:30

Rien que les Heures
di Alberto Cavalcanti

Francia, 1926, 58’, s.d.

Parigi nell’arco di una giornata: in uno dei primi esempi di “sinfonia urbana”, Cavalcanti esplora la città e le sue diverse sfaccettature, dai quartieri popolari ai bassifondi, dal risveglio alle sue attività quotidiane fino alla notte fonda del nuovo giorno. In una profonda relazione tra spazio urbano, tempo e movimento della vita cittadina, quest’opera avanguardistica, a metà strada tra realtà e finzione, rivela una coscienza sociale nel contrasto tra ricchi e poveri nella Parigi degli anni ‘20.

Bois d’Arcy
di Mehdi Benallal

Francia, 2013, 24’, v.o. eng. sub.

Bois d’Arcy, “un piccolo comune con una piccola borghesia” a pochi chilometri da Parigi, in cui Mehdi Benallal ritorna per affrontare il proprio passato e ripercorrere i luoghi della propria infanzia attraverso i ricordi che l’hanno segnata. Le reminiscenze di un razzismo ordinario, delle insolenze tra bambini per imitazione degli adulti, del sospetto verso una famiglia di immigrati non poveri colmano l’apparente piatta quotidianità di questa cittadina della banlieu parigina.

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