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Festival Internazionale del film documentario

MERCOLEDI' 3 DICEMBRE - ODEON

BELLO! BELLO! BELLO!
di Pilar Álvarez
 (Cuba, 2013, 24')
Odeon - 16.30
Nelle sale vuote del museo di belle arti dell'Avana la videocamera si aggira tra i dipinti. Un mormorio di voci cresce sempre di più. Sono le voci dei visitatori che lasciano la loro eco sulla superficie stessa dei dipinti. La loro immaginazione, il loro sguardo ci permette allora di rivedere, come per la prima volta, quelle pitture, che mutano allo sguardo e diventano la traccia delle vite di chi le ha ammirate. Tra le voci, una persiste, quella di un visitatore che si abbandona ad un viaggio unico, conversando con i dipinti e proiettando le sue paure più profonde.

MEMORIA OCULTA
di Eva Villaseñor
 (Messico, 2014, 60')
Odeon - 16.30 - alla presenza della regista
Una donna in un periodo ha perso completamente la memoria. Ora cerca di indagare quel vuoto di ricordi e di immagini, per mezzo del cinema. Tre persone a lei vicine le raccontano la loro versione. La memoria perduta, la memoria nascosta diventa allora uno spazio da cui può sorgere la creazione di nuove immagini, visioni che diventano, nel finale visionario del film, un gioco di ombre e di cinema.



NO TODO ES VIGILIA
di Hermes Paralluelo
 (Spagna/Colombia, 2014, 98')
Odeon - 18.30- alla presenza della produttrice Liana Aymerich
Come in un romanzo su un amore intramontabile, Felisa e Antonio hanno trascorso sessant'anni insieme, amandosi e prendendosi cura l'uno dell’altro. Entriamo nel mondo di questa coppia di innamorati attempati che, con lo sguardo rivolto al passato, custodisce i ricordi di una vita insieme, ricordi che il film riporta a galla come in un sogno ad occhi aperti, in cui realtà e finzione si confondono.




MAIDAN
di Sergei Loznitsa 
 (Ucraina/Paesi Bassi, 2014, 130')
Odeon - 21.00 - alla presenza del regista

Una piazza – Maidan, nel centro di Kiev - un regime – quello del filorusso Yanukovich - e una miccia – le decisioni del governo ucraino di rifiutare, alla fine del 2013, gli accordi con l’Europa, scegliendo al contempo la sottoscrizione di un nuovo legame formale con la Russia: così inizia una delle più grandi rivoluzioni di questo inizio secolo. Sergei Loznitsa non solo racconta l’evoluzione di una rivolta che diventa rivoluzione, ma la inserisce nella più ampia storia della democrazia occidentale moderna.

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