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Festival Internazionale del film documentario

SABATO 26 NOV. - LA COMPAGNIA

ore 15:00 - Concorso Italiano

MANI NOSTRE
TALKING HANDS

di Caterina Pecchioli
Italia, Germania, Svezia, 2016, 64’

Qual è il rapporto degli Italiani con la corruzione? La regista percorre la penisola in treno dal punto più a Nord a quello più a Sud per porre questa domanda ai suoi connazionali. Il risultato è una serie di appassionanti conversazioni e testimonianze, divertenti e tragiche al tempo stesso, che si compongono in una storia collettiva dove il confine tra giusto e sbagliato tende a confondersi. L’eclettico paesaggio Italiano, esso stesso personaggio del film, fa da contrappunto al coro di voci appartenenti alle diverse generazioni.



ore 16:30 – I mestieri del cinema: omaggio a Sergio Oksman

LA ESTETICIÉN
di Sergio Oksman
Brasile, Spagna, 2004, 96’
Una donna, ripresa nelle sue attività quotidiane, racconta la propria vita mentre le immagini di repertorio mostrano gli eventi storici di cui è stata protagonista: la guerra, la deportazione, Auschwitz, a cui è sopravvissuta. Un documentario dalla forma classica che però improvvisamente si interrompe per far nascere un altro film, che mette in scena il lavoro del cinema sul mistero del raccontare. Sospendendo il meccanismo dell’intervista, Oksman ci parla del confine tra memoria e immaginazione, tra affabulazione e testimonianza.

ore 18:30 – Concorso Internazionale

WIĘZI
CLOSE TIES

di|by Zofia Kowalewska
Polonia, 2016, 18’

I nonni di Zofia, dopo una separazione di 8 anni, durante la quale lui ha vissuto con un’altra donna, tornano a vivere insieme e si preparano a festeggiare l’anniversa- rio di matrimonio. La nipote/regista li riprende nel loro piccolo appartamento, uno (e unico) spazio, che grazie all’uso della camera, diventa un grande specchio che riflette la loro relazione. Lo sguardo della camera è dolce e comprensivo nel ripren- dere la vita quotidiana, in cui i vecchi rancori e la consapevolezza di non poter fare a meno l’uno dell’altra si mescolano senza distinguersi in un legame d’amore che resiste al tempo e alle turbolenze della vita.



ore 18:30 - Concorso Italiano

CASTRO
di|by Paolo Civati
Italia, 2016, 82’

Il Castro era un'occupazione abitativa romana, un rifugio per gli esclusi, una casa per tanti ma di nessuno. Per più di dieci anni è stata una possibilità di vita per molte famiglie. Ieri era tollerato, oggi non esiste più. Oltre un anno di riprese, per rivelare il quotidiano di una comunità che ha vissuto in una situazione straordinaria. Il Castro come una torre di Babele, che si racconta con la lingua dai mille accenti e delle mille storie e umanità che lo hanno abitato.

ore 21:00 – Hit me with music!

DAVID BOWIE, L’HOMME CENT VISAGES OU LE FANTÔME D’HÉROUVILLE
DAVID BOWIE, MAN WITH A HUNDRED FACES OR THE PHANTOM OF HÉROUVILLE

Christophe Conte, Gaëtan Chataigner
Francia 2015 70’

Ricco e articolato ritratto di una delle personalità più camaleontiche e geniali della musica pop, il film ripercorre le tappe fondamentali della carriera di David Bowie. La ricerca musicale portata avanti dall'artista procede di pari passo con la creazione - tutt'altro che estemporanea - dei tanti personaggi che hanno calcato il palco dei suoi concerti: da Ziggy Stardust a The Thin White Duke. Alcuni cantati francesi emergenti (tra cui Jeanne Added, Mathieu Saïlaly e Lou Doillon) impreziosiscono il film con splendide cover di brani destinati a restare a lungo nella memoria collettiva.



ore 22:15 – Dans les chapms de bataille: il cinema di Danielle Arbid

UN HOMME PERDU
A LOST MAN

di Danielle Arbid
Francia, Libano, 2007, 97’
Thomas Koré, fotografo francese, osservatore famelico e feticista dell’immagine, percorre il mondo alla ricerca di esperienze estreme. Il suo cammino incrocia quello di Fouad Saleh, un fuggiasco senza una storia né memoria del passato. Vagabondi notturni tra Siria e Giordania, i due attraversano insieme la terra desolata e deserta del sesso a pagamento nelle stanze d’albergo, nella più profonda provincia araba. Un film sulla perdita di sé, evocativo dell'approccio fotografico di Antoine D'Agata (consulente alla sceneggiatura del film) al quale il personaggio di Thomas Koré si ispira.

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