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Festival Internazionale del film documentario

KAZUHIRO SODA - FILMMAKER IN FOCUS 2017

In occasione della sua 58esima edizione, il Festival dei Popoli ha il piacere di annunciare l'autore a cui sarà dedicata "Filmmaker in Focus", la sezione retrospettiva che - nelle passate edizioni - ha visto nostri ospiti alcuni dei cineasti più rappresentativi nel campo del documentario:

Claire Simon (Francia), Thomas Heise (Germania), Peter Mettler (Canada), Isaki Lacuesta (Spagna), Andrés Di Tella (Argentina), Marcel Łoziński e Paweł Łoziński (Polonia) Jos de Putter (Paesi Bassi) Mary Jiménez (Belgio/Perù), Danielle Arbid (Francia/Libano).
Le retrospettive hanno riscosso l'interesse della stampa e sono state seguite e molto apprezzate dal pubblico del festival.

"Filmmaker in Focus" 2017 sarà dedicato al giapponese KAZUHIRO SODA, nato a Ashikaga, Giappone, nel 1970 e autore di una filmografia di assoluto fascino ed interesse, in gran parte inedita in Italia.

Kazuhiro Soda

Nel 1993 KAZUHIRO SODA si laurea all'Università di Tokyo in studi religiosi. Successivamente si trasferisce a New York (dove tutt'ora risiede) dove inizia a studiare cinema presso la School of Visual Arts, che ha scoperto leggendo in una rivista un'intervista a Jim Jarmush. Durante gli anni di apprendistato, Soda scrive e dirige tre cortometraggi (A Flower and a Woman e A Night in New York nel 1995, The Flick, film di diploma e tributo al Blow Up di Michelangelo Antonioni, nel 1997) e il suo primo lungometraggio a soggetto, Freezing Light (1996).

In questi stessi anni incontra KIYOKO KASHIWAGI, danzatrice e coreografa, che diventa la sua compagna di vita, oltre che collaboratrice fondamentale nella produzione dei film successivi.

CAMPAIGN 1

Il lavoro sul cinema documentario comincia una volta terminati gli studi. Dal 1997 al 2004 Soda lavora come regista, autore dei soggetti e montatore per la NHK, TV giapponese con sede a New York, per la quale realizza più di trenta brevi documentari per la serie "New Yorkers". A conclusione di questo periodo, si decide a tentare una strada che gli consenta maggiore libertà espressiva. E' in questo periodo che elabora la prima versione, successivamente rivista e ampliata, del suo "decalogo", una lista di "dieci comandamenti" che definiscono il suo modo, libero e radicalmente indipendente, d'interpretare il documentario d'osservazione derivato dalla tradizione statunitense.

IL DECALOGO DI KAZUHIRO SODA
1. Niente ricerche
2. Nessun incontro con i protagonisti del film prima d'iniziare a girare
3. Non scrivere soggetti o trattamenti
4. Manovrare da solo la videocamera
5. Registrare più a lungo possibile senza stacchi o interruzioni
6. Coprire contesti circoscritti e in profondità
7. Non stabilire temi e obiettivi prima dell'inizio del montaggio
8. Nessuna voce narrante, titoli in sovrimpressione, musica.
9. Usare piani lunghi
10. Autofinanziare la produzione

Oyster Factory

Nel 2005 fonda, insieme a Kiyoko Kashiwagi, la società di produzione LABORATORY X con la quale, due anni più tardi, realizza il suo documentario di lungometraggio, Campaign, primo degli "Observational Films", serie giunta attualmente a 6, compreso il "fuori serie" Peace.

GLI "OBSERVATIONAL FILMS" DI KAZUHIRO SODA
Ciascuno degli "Observational Films" è realizzato accumulando molto materiale filmato dallo stesso Soda che manovra sempre da solo la camera, in alcuni casi registrando anche il suono, in altri avvalendosi della collaborazione di Kiyoko alla gestione del microfono. Solo alla fine delle riprese (che, salvo eccezioni, avvengono in una sola e unica fase senza interruzioni, al termine della quale inizia la postproduzione) Soda inizia a riguardare in tempo reale, senza scorciatoie o scarti, tutto il girato. E' un processo lungo che può durare molti mesi o addirittura superare un anno.



La serie degli "Observational Films" - integralmente presentata al Festival dei Popoli nella retrospettiva curata da Silvio Grasselli - compone uno straordinario "ritratto sociale" del Giappone contemporaneo, esplorandone il profilo autentico proprio in alcuni dei aspetti meno raccontati del paese, come il sistema politico "inquadrato" attraverso la finestra delle campagne elettorali, la condizione dei pazienti psichiatrici, il lavoro dei pescatori di ostriche nel Giappone post-Fukushima, la "nazione nascosta" dei disabili fisici e psichici.

Attraverso i suoi film e sempre restando nascosto dietro la camera, Soda compone anche una sorta di autoritratto, un diario raffinato del suo sguardo, della sua mente, della sua sensibilità.

THEATRE 1


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