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I volti del potere

  • Die Bewerbung

    The Interview

    Germania 1997 58’

    Regia: Harun Farocki

    Il film riprende delle sedute di formazione nelle quali si impara a fare domanda per un posto di lavoro. “Esclusi dal sistema scolastico, laureati, persone che hanno bisogno di aggiornare la loro formazione, disoccupati da lungo tempo, ex tossicodipendenti e dirigenti di medio livello... tutti dovrebbero imparare come vendersi e mettersi sul mercato, capacità alla quale si applica il termine di «self-management»”. (H.F.)


  • Dominium mundi: l'empire du management

    Dominium mundi: the Empire of Management

    Francia 2007 67’

    Regia: Gérald Caillat

    “Il management è un «impero informe»: è la sua forza. Esso comporta tanti centri quanto sono i poteri in concorrenza fra di loro all’interno di una civiltà dove tutto si compra e tutto si vende (...) Un teatro di immagini è all’opera al di là dei calcoli (...)” (P.L.). Basato su testo di Pierre Legendre, Dominium mundi è un saggio documentario sulla mondializzazione, vista come tentativo di diffondere la cultura occidentale nel mondo.


  • Einer für alle

    Germania 1932 14’

    Regia: Curt Wesse, Heinrich Röllenbleg

    Germania, 1932. Dopo la crisi del 1929, le città tedesche sono sconvolte da disoccupazione, povertà e violenza. Gli imprenditori, insieme ai cattolici e ai socialdemocratici, si schierano compatti dietro Von Hindenburg, che è rieletto. Ma il Partito nazista ottiene un’enorme percentuale di votanti. Film di propaganda elettorale, il documento permette di riflettere sui meccanismi di rappresentazione dei «poteri contrapposti», all’interno del contesto decisivo che porta alla presa del potere da parte di Hitler.


  • Faceless

    Austria/Gran Bretagna 2007 50’

    Regia: Manu Luksch

    In una società occidentale del futuro, la preponderante presenza delle camere a circuito chiuso ha annullato il concetto stesso di privacy e i cittadini sono ormai abituati a vivere senza poter disporre del proprio viso. Una donna si sveglia una mattina per scoprire con orrore che ha un viso. Ritratto di un mondo sotto sorveglianza temporale, in cui l'angoscia per il futuro e il senso di colpa nei confronti del passato sono le cause di nuovi smarrimenti.


  • I Love $

    I Love Dollar

    Paesi Bassi 1986 145’

    Regia: Johan van der Keuken

    Vent’anni fa: il debito dell’America di Reagan precipita e contemporaneamente ci sono una crisi dell’energia, la recessione in Brasile e il «boom» asiatico... I mercati finanziari hanno il potere. Johan van der Keuken filma il denaro, il capitale, l’invisibile potere delle Borse, il divenire virtuale della potenza economica, organizzando una partitura implacabile che lega lavoro e povertà, Nord e Sud, privilegi e indigenza.


  • Images d'Orient - Tourisme vandale

    Italia 2001 62’

    Regia: Yervant Gianikian, Angela Ricci-Lucchi

    Alla fine degli anni Venti, un ricco borghese amante del cinema filma il suo viaggio in India. A partire dai suoi negativi, Gianikian e Ricci-Lucchi compongono un’analisi sensibile non solo dell’iconografia del turismo e dell’esotico, ma soprattutto dei poteri del cinema. I due cineasti svelano il discorso del potere coloniale, il vandalismo borghese, e restituiscono agli esseri filmati i corpi, i visi, i gesti, di cui la macchina da presa turista non voleva fare che delle cartoline.


  • Kampfmai 1929

    Germania 1929 8’

    Regia: Phil Jutzi

    La repressione della manifestazione del 1° maggio 1929, a Berlino, fu filmata da alcuni operatori dai tetti e dai tram, come prova della violenza delle classi dominanti. Oggi quelle immagini servono spesso come «illustrazione» di un’epoca: private del potere di rivoltarsi che le aveva fatte nascere, esse non hanno forse più altro potere che quello di «ornare» dei discorsi.


  • L'Homme aux semelles d'or

    Siria/Francia 2000 55’

    Regia: Omar Amiralay

    Un ritratto di Rafik Hariri, Primo ministro del Libano dal 1992 al 1998. Miliardario, autodidatta, personaggio controverso e ammaliatore, fu incaricato di rimettere in piedi un paese dissanguato da quindici anni di guerra civile. Affresco senza pregiudizi della ricchezza e del potere, il film mostra la forza e i limiti del pensiero unico: la felicità degli uni si costruisce spesso sull’infelicità degli altri.


  • La Prise du pouvoir par Louis XIV

    Francia 1966 102’

    Regia: Roberto Rossellini

    Regno di Francia, 1661. Con la morte di Mazarino si spegne l’ultimo astro della politica delegata della corte francese. D’ora in poi sarà il Re arbitro di se stesso e della nazione, unica stella del potere. Luigi XIV decide di presiedere solo il consiglio dei ministri e di attuare una politica che gli permetta di sottomettere i cortigiani, organizzando la propria vita quotidiana e la corte come una grande messa in scena permanente. Il potere-spettacolo, l'alienazione attraverso la trasfigurazione del banale in «sacro» fanno del film di Rossellini una profezia delle strategie contemporanee.


  • La Vie est à nous

    Francia 1936 66’

    Regia: Jean Renoir

    Propaganda elettorale del PCF, prodotta dal Partito stesso, La Vie est à nous è il risultato di un lavoro collettivo di cineasti e politici sotto la direzione di Jean Renoir. Mescolando materiale documentario ed episodi messi in scena, il film presenta una Francia in crisi, la minaccia fascista, l’azione dei comunisti e le grandi linee guida della politica del Partito. Un appello alla vita, al gioco, alla speranza o all’amarezza, all’indissolubile binomio commedia/tragedia, come sempre avviene nelle opere di finzione di Renoir.


  • Les Anneaux du serpent

    The Snake’s Coils

    Francia 2007 45’

    Regia: Christophe Cognet

    Degli agenti di sicurezza (guardiani, sorveglianti, controllori...) «chattano» fra di loro in un forum di discussione. Intanto la macchina da presa esplora i luoghi dove questi lavorano: zone industriali, centri commerciali, parcheggi, fabbriche, trasporti… e il montaggio integra del materiale di video-sorveglianza degli stessi luoghi. Chi controlla chi? Chi registra? Chi ascolta? Chi monta? Il potere è controllo, il controllo è rete.


  • Match Made

    Singapore 2006 48’

    Regia: Mirabelle Ang

    Ogni giorno uomini provenienti da vari luoghi dell’Asia fanno tappa a Ho Chi Minh Ville alla ricerca di giovani contadine vietnamite da sposare. Esempio di una violenza dove il potere mercantile sa sfruttare altri poteri più interni, più antichi - quelli della famiglia cosiddetta «tradizionale», dei costumi e delle pratiche delle società rurali, della persistenza delle «virtù» tradizionali nelle società moderne di oggi - il film racconta la storia di un «casting» per un ricco cliente di Singapore.


  • Panni sporchi

    Italia 1980 99’

    Regia: Giuseppe Bertolucci

    Milano, Stazione centrale, 1980. In questo «luogo dell'impermanenza» dove Giuseppe Bertolucci ha ambientato la storia di Oggetti smarriti, vivono gli emarginati della società. I racconti della loro vita quotidiana parlano di disperazione, di tossicodipendenza, di prostituzione, di fallimenti e di piccole speranze... Il potere perde qui ogni dimensione astratta: le forze economiche e sociali dominanti sono mostrate nel loro effetto sui corpi, nella carne stessa degli umani, nel silenzio che li circonda.


  • Via dell'Impero

    Italia 0 10’

    Regia: Fernando Cerchio

    Nei secoli la zona dei fori intorno al Colosseo era diventata uno spazio forse unico al mondo per la sovrapposizione di stili architettonici; ma la Roma fascista calò il piccone sul quartiere per allontanare abitanti poco «controllabili» e costringerli a trasferirsi in periferia. Il potere non colpisce soltanto la popolazione dell'antico quartiere romano: s'impadronisce della Storia e la nega, per mettere in scena il nuovo «Impero» sulle vestigia reali... di una Roma fantasmata.


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