Firenze, 1 - 7 Novembre 2009

Festival Internazionale del film documentario

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  • ... A Valparaiso

    Cile/Francia 1962 28'
    Regia: Joris Ivens
    Costruita su una serie di ripide colline, che separano i quartieri borghesi, più vicini al mare, dalle periferie popolari, perdute sulle sommità dei rilievi, Valparaiso è teatro di un’umanità che si misura con la fatica e la febbre di vivere. Mostrandone la verticalità, illustrandone le bizzarrie architettoniche e la routine quotidiana, stigmatizzandone le divisioni sociali, il film segna il momento della raggiunta maturità stilistica di Ivens.

    2009 Sabato 7 novembre, Odeon, ore 17:00

  • A Happy Mother's Day

    USA 1965 26'
    Regia: Joyce Chopra, Richard Leacock
    Il 14 settembre 1963 Mary Ann Fischer mette al mondo cinque gemelli. La lieta notizia valica i placidi confini di Aberdeen, Sud Dakota, e attira l'attenzione della stampa, che ne fa un caso nazionale. La richiesta di «privacy» della famiglia viene osteggiata dai concittadini, che vogliono sfruttarli come attrazione turistica. Un film esemplare nella descrizione di un'America che sperimenta su se stessa gli effetti dirompenti della risonanza mediatica.

    2009 Venerdi 6 novembre, Spazio Uno, ore 19:30

  • À Saint-Henry le cinq septembre

    Canada 1962 42'
    Regia: Hubert Aquin
    Un gruppo di cineasti racconta un quartiere operaio di Montreal per ventiquattro ore, dalla mattina alla sera, mentre la voce fuori campo si interroga sulle immagini che scorrono sullo schermo, e sulla possibilità di filmare un mondo attraverso i suoi gesti quotidiani. Uno dei film più teorici del «cinéma direct», un’opera collettiva e «aperta», in cui ogni immagine è sempre la rivelazione di qualcosa di inaspettato.

    Foto: © National Film Board of Canada

    2009 Giovedì 5 novembre, Spazio Uno, ore 15:30

  • Asamblea general
    General Assembly

    Cuba 1960 14'
    Regia: Tomás Gutiérrez Alea
    Cuba, 2 settembre 1960. Fin dalle prime ore del mattino fervono i preparativi per l’Assemblea Generale Nazionale del Popolo. La folla riunitasi per ascoltare il discorso di Fidel Castro è oceanica. Le parole del leader sono contrappuntate dalle immagini catturate da sei cineoperatori in punti diversi della piazza. L’evento è passato alla Storia come «Prima Dichiarazione dell’Avana».

    2009 Sabato 7 novembre, Odeon, ore 17:00

  • Baltais zvaniņs
    The White Bells

    Lettonia 1961 20'
    Regia: Ivars Kraulītis
    Una bambina attraversa una città, spinta dal desiderio di un piccolo mazzo di fiori. Messo in scena come un’opera di finzione, “Baltie zvaniņi” documenta vivacemente il fermento e i veloci cambiamenti di Riga negli anni Sessanta, mostrando con pudore l’affaccendarsi quotidiano dei suoi abitanti. Uno dei migliori documentari lettoni, un eccellente esempio di cinema di poesia.

    2009 Giovedì 5 novembre, Spazio Uno, ore 15:30

  • Collage di Piazza del Popolo

    Italia 1960 12'
    Regia: Sandro Franchina
    Uno sguardo incuriosito si aggira a Piazza del Popolo a Roma. Un film che è anche un viaggio fulminante, alla scoperta di volti, corpi, sguardi e gesti dei passanti di una delle piazze più famose della capitale, attraverso passaggi continui e salti improvvisi, situazioni comuni o eccezionali. Un film che è anche un esempio di un cinema libero, alla scoperta di un reale quotidiano e al tempo stesso misterioso.

    2009 Sabato 7 novembre, Odeon, ore 17:00

  • Gare du nord

    Francia 1964 17'
    Regia: Jean Rouch
    Parigi, primi anni sessanta: un lungo ponte vicino alla stazione, una ragazza che ha appena litigato col fidanzato, un uomo misterioso che la vuole conquistare, un colpo di scena finale. Un film di finzione che è in realtà un saggio filmico sul piano sequenza e sulla «realtà» documentaria di ogni evento filmato. Rouch mostra, l’assoluto valore documentario di ogni messa in scena, di ogni finzione, indicando chiaramente lo stretto rapporto che lo legherà alla Nouvelle Vague.

    2009 Lunedì 2 novembre, Odeon, ore 17:00

  • I dimenticati

    Italia 1959 20'
    Regia: Vittorio De Seta
    La vita difficile in un piccolo paese calabrese nel 1959, tra la durezza della vita quotidiana, la gioia di un’antichissima festa rituale della primavera, l’arrivo della notte. Le immagini di De Seta colgono gesti ormai scomparsi e la dimensione collettiva di un mondo perduto, facendo del cinema uno straordinario strumento di scoperta di una cultura attraverso i volti, i sorrisi, i gesti più antichi.

    Copia restaurata dalla Cineteca di Bologna

    2009 Domenica 1 novembre, Odeon, ore 21:30

  • Khaneh Siah Ast
    The House is Black

    Iran 1962 22'
    Regia: Forough Farrokhzad
    Iran, anni Sessanta. La vita all’interno di un lebbrosario rivela le piccole cose che uniscono tutti i mortali sotto il segno delle necessità quotidiane: nutrirsi, curarsi, apprendere, divertirsi. La cineasta, che evita ogni tipo di voyeurismo scientifico, abborda direttamente l’umanità delle persone filmate. Ad alleviare l'ineluttabilità del destino, i versi di una poesia trascinano le immagini in un montaggio che trasforma il film in un poema visivo.

    Film restaurato da Les Archives Françaises du film, all'interno del programma del ministero della cultura per la salvaguardia dei film d'epoca.

    2009 Sabato 7 novembre, Odeon, ore 15:00

  • La canta delle marane

    Italia 1961 10'
    Regia: Cecilia Mangini
    In una calda giornata estiva, un gruppo di ragazzini delle periferie romane giocano e scherzano in uno dei tanti fiumiciattoli che circondano la città. La macchina da presa li scruta, si avvicina a loro, ne rivela i gesti e gli sguardi, li avvolge in una sorta di danza visiva, mentre le parole del commento (affidate alla sensibilità poetica di Pier Paolo Pasolini) ne raccontano le storie, i desideri, i sogni, il futuro

    2009 Martedì 3 novembre, Odeon, ore 21:15

  • La casa delle vedove

    Italia 1960 13'
    Regia: Gian Vittorio Baldi
    Nel cuore della città vecchia, in una fatiscente casa di quattro piani, tredici donne vivono modestamente, tra gli acciacchi dell'età e i ricordi del passato. Baldi penetra con acutezza questo angolo di mondo e tratteggia con sensibilità le diverse personalità delle protagoniste. Il film vinse il Leone di San Marco per il miglior cortometraggio alla XXI Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

    2009 Domenica 1 novembre, Spazio Uno, ore 15:30

  • Lambert & Co.

    USA 1964 15'
    Regia: D A Pennebaker
    Una mattina del 1964 Dave Lambert arriva in taxi agli RCA Studios per un'audizione del suo nuovo quintetto, il Lambert, Hendricks and Ross. La cinepresa di Pennebaker osserva i musicisti e i cantanti all'opera, cattura gesti, volti, sguardi, filma la musica il flusso di emozioni che anima il gruppo.

    2009 Sabato 7 novembre, Odeon, ore 19:00

  • Le Mystère Koumiko
    The Koumiko Mystery

    Francia 1965 54'
    Regia: Chris Marker
    Durante le olimpiadi del 1964, nello stadio di atletica di Tokyo la macchina da presa osserva i volti della gente. Tra il pubblico c’è una ragazza, Koumiko. Lo sguardo di Marker inizia a seguirla, alla ricerca di una identità perduta. Intorno a lei, recita la voce fuori campo, c’è il Giappone, i suoi rituali, i suoi colori, le sue infinite e altrettanto misteriose immagini. Un film che è la cronaca di un ritratto impossibile e, al tempo stesso, la verità di uno sguardo, che incessantemente interroga il mondo.

    2009 Lunedì 2 novembre, Spazio Uno, ore 20:00

  • Les Inconnus de la terre
    Strangers of the Earth

    Francia 1961 36'
    Regia: Mario Ruspali
    Attraverso il metodo dell’intervista registrata in suono sincrono, il film dà visibilità (e parola), a persone spesso invisibili e dimenticate, come gli abitanti di una delle zone più povere e depresse della Francia, il Lozère. Ruspoli mostra i vari abitanti della zona e lascia che loro stessi si raccontino di fronte alla macchina da presa, raccontando, al tempo stesso, una visione del mondo e della vita.

    2009 Sabato 7 novembre, Odeon, ore 15:00

  • Les Raquetteurs
    The Snowshoers

    Canada 1958 19'
    Regia: Michel Brault, Gilles Groulx
    Nel 1958, durante un convegno annuale di «ciaspolatori», Michel Brault gira le immagini di quello che dovrebbe essere un reportage per un «magazine» televisivo. Grazie all’uso, per la prima volta, di un suono sincrono e di un obiettivo grandangolare, che permette di riprendere la gente in mezzo alla folla, mostrando con evidente freschezza i riti, le chiacchiere e il piacere di stare insieme, Les raquetteurs diventerà il film che darà inizio al «cinema diretto».

    Foto: © National Film Board of Canada

    2009 Domenica 1 novembre, Spazio Uno, ore 15:30

  • Li mali mestieri

    Italia 1963 10'
    Regia: Gianfranco Mingozzi
    “A Palermo, per campare – Paradiso senza santi – li mistieri sono tanti”. La poesia in siciliano di Ignazio Buttitta accompagna con la cadenza di una ballata popolare le immagini dei vicoli e delle piazzette di Palermo. Strade antiche, percorse tutti i giorni da un popolo di nullatenenti che, maestri nell'arte di arrangiarsi, fanno lavori tanto umili quanto ingegnosi.

    2009 Sabato 7 novembre, Odeon, ore 15:00

  • Lonely Boy

    Canada 1962 28'
    Regia: Wolf Koenig, Roman Kroitor
    Un film che è un ritratto molteplice: il ritratto di una star del pop (un giovanissimo Paul Anka), realizzato attraverso una macchina da presa sempre in movimento, capace di cogliere i momenti rivelatori di un mito moderno e, al tempo stesso, il ritratto di un mondo straordinariamente umano e vitale, un mondo che sta dietro il fenomeno musicale, dietro la macchina mediatica del pop, un mondo fatto di desiderio e ammirazione, di sogni e di poesia.

    Foto: © National Film Board of Canada

    2009 Lunedì 2 novembre, Odeon, ore 21:00

  • Meet Marlon Brando

    USA 1965 29'
    Regia: Albert Maysles, David Maysles, Charlotte Zwerin
    Nel 1965 Marlon Brando percorre l’America per partecipare alla campagna promozionale dell’ultimo film da lui interpretato, Morituri di Bernhard Vicky. Senza mostrare particolare entusiasmo per il film, incontra i giornalisti delle varie televisioni locali, sottoponendosi a un fuoco di fila di interviste. Albert e David Maysles lo filmano ripetutamente nel corso delle lunghe sessioni di domande e risposte, consegnandoci un folgorante ritratto di star.

    2009 Sabato 7 novembre, Odeon, ore 19:00

  • Pull My Daisy

    USA 1959 30'
    Regia: Robert Frank, Alfred Leslie
    In un appartamento newyorkese, un gruppo di poeti, musicisti ed artisti si ritrova, parla, danza, improvvisa poesie e situazioni e manda a monte una cena con un vescovo e la sua famiglia. Un film strutturato a ritmo di jazz, libero e folle, basato su una pièce di Jack Kerouac e montato a partire dai canoni dell’improvvisazione musicale aperta, anche se prevista e organizzata dalla regia. Uno dei manifesti della Beat Generation e del New American Cinema.

    The film and video of Robert Frank is distributed by the Museum of Fine Arts, Houston

    2009 Sabato 7 novembre, Odeon, ore 21:00

  • Salut les Cubains

    Francia/Cuba 1963 30'
    Regia: Agnès Varda
    Fra il 1962 e il 1963 Agnès Varda compie un viaggio a Cuba, nel corso del quale scatta centinaia di fotografie. I suoi soggetti sono gente comune, ma anche artisti, poeti, musicisti, dirigenti del partito al potere. Più tardi ne farà un film di montaggio, in cui la musica e il commento sonoro trasformano le foto in fotogrammi e le trascinano in un vortice di idealismo e fervore. Il risultato è un piccolo film a ritmo di cha cha cha, debordante di energia contagiosa.

    2009 Sabato 7 novembre, Odeon, ore 17:00

  • Terminus

    Gran Bretagna 1961 33'
    Regia: John Schlesinger
    Ventiquattro ore nella stazione ferroviaria di Waterloo, a Londra. Una sinfonia di passi, volti, sguardi, voci a ritmo di jazz. Osservazione dal vero, originalità dell'ambientazione e gusto per l'improvvisazione conferiscono intramontabile freschezza ad uno dei più celebri cortometraggi inglesi degli anni '60.

    2009 Giovedì 5 novembre, Spazio Uno, ore 15:30

  • Tire Dié

    Argentina 1960 33'
    Regia: Fernando Birri
    Un gruppo di persone che vivono ai margini di una grande città, le loro storie e il loro presente di esclusi dalla società. Ma alla fine dei tanti racconti, i personaggi del film si riuniscono e, per un attimo diventano visibili agli abitanti della città. Nel film che ha inaugurato il «Nuevo cine latinoamericano» degli anni Sessanta, Birri mostra la capacita del cinema di raccontare la realtà senza aver timore di mostrarne il lato fiabesco, per quanto crudo e crudele.

    2009 Sabato 7 novembre, Odeon, ore 15:00

  • We are the Lambeth Boys

    Gran Bretagna 1958 49'
    Regia: Karel Reisz
    Londra, fine anni 50. I ragazzi del quartiere di Lambeth cercano dei luoghi dove incontrarsi, giocare a cricket, corteggiare le ragazze, organizzare delle serate danzanti o delle gite, discutere animatamente delle cose del mondo. Karel Reisz li riprende così, in quell’energia disordinata che corrisponde al volgere di un’età, quando l’adolescenza è finita e l’età adulta si apprende sul posto di lavoro o nelle occasioni di svago insieme ai propri coetanei.

    2009 Domenica 1 novembre, Spazio Uno, ore 15:30

  • With Love from Truman

    USA 1966 16'
    Regia: Albert Maysles, David Maysles, Charlotte Zwerin
    Nel 1965, poco dopo la pubblicazione di “A sangue freddo”, Truman Capote riceve una giornalista nella sua casa di fronte al mare. Albert e David Maysles riprendono il colloquio, nel quale lo scrittore offre delle interpretazioni del suo libro, visto come esemplare di un nuovo genere letterario, il «romanzo non narrativo», esponendo al contempo la sua intensa partecipazione al processo e la coinvolgente relazione intessuta con i due giovani assassini.

    2009 Sabato 7 novembre, Odeon, ore 19.00

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