Firenze 25 novembre – 2 dicembre 2016

Festival Internazionale del film documentario

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  • AFTER SPRING

    USA 2016 101'
    Regia: Steph Ching, Ellen Martinez
    Dopo sei anni di conflitto in Siria, milioni di persone continuano a essere sfollate. Con una popolazione di oltre 80.000 persone, il campo profughi di Zaatari, in Giordania, il più grande al mondo, viene gestito da UNHCR. Il film si concentra sulla vita quotidiana nel campo e sulla comunità che vi si è insediata, soffermandosi in modo particolare sul lavoro degli operatori umanitari e sulla storia di alcune famiglie sfuggite agli orrori della guerra.

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    2016 Sabato 26 novembre, Spazio Alfieri, ore 16:30 - Evento in collaborazione con Publiacqua e Water Right Foundation

  • Bein gderot
    Between Fences

    Israele, Francia 2016 85'
    Regia: Avi Mograbi
    In collaborazione con la mostra Ai Weiwei. Libero, Fondazione Palazzo Strozzi Holot è un centro di detenzione nel deserto di Israele, vicino al confine con l’Egitto. Ospita i richiedenti asilo dall’Eritrea e dal Sudan, che non possono essere rimpatriati né tantomeno hanno prospettive in Israele a causa delle politiche del paese. Anche se non è tecnicamente una prigione, ne ha tutte le caratteristiche. Chen Alon e Avi Mograbi, decidono di avviare un laboratorio teatrale con le persone che si trovano lì, nella più precaria delle situazioni, seguendo i principi del “Teatro dell’Oppresso” che si propone come un percorso artistico ed estetico finalizzato al cambiamento politico e sociale. Le esperienze della vita dei richiedenti asilo costituiscono il punto di partenza per il processo.

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    2016 Giovedì 1 dicembre, La Compagnia, ore 20:45 – In collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi

  • BUNKERS

    Svizzera 2016 14'
    Regia: Anne-Claire Adet
    Un'immersione sensoriale e in prima persona nell'esperienza soffocante di un rifugio sotterraneo in Svizzera risalente alla seconda guerra mondiale, nel quale, a decine di metri di profondità, vengono oggi rinchiusi i richiedenti asilo. Il film invita lo spettatore a vivere l'angoscia di uno di loro, Mohammad, che rievoca la sua esperienza di vita sotterranea.

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    2016 Domenica 27 novembre, Spazio Alfieri, ore 15:00 - Ingresso libero

  • C(H)AMP DE RÉFUGIÉS
    Camp Refugee

    Francia 2016 9'
    Regia: Ligias Ramos, Leandro Muniz Barreto
    Immagini di profughi siriani in fuga dalla guerra civile vengono proiettati, di notte, su alcuni muri della città di Parigi. Il testo d’accompagnamento riflette il difficile dibattito in corso in Europa sulla questione dei rifugiati.

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    2016 Martedì 29 novembre, Istituto Francese, ore 19:00

  • DE MISSIE
    The Mission

    Paesi Bassi 2016 90'
    Regia: Robert Oey
    Il film si concentra sulla missione delle Nazioni Unite in Mali, mostrata attraverso gli occhi di un colonnello delle forze speciali olandesi, Joost de Wolf. Soldato temprato e di buon senso, nel 2014 viene nominato vice comandante delle operazioni della missione di pace dell’ONU in Mali. Al suo arrivo, l'esercito del Mali lancia un attacco contro i ribelli della regione e il Colonnello si ritrova in grande difficoltà a mantenere la pace tra le fazioni e a comprendere le scelte strategiche dei vertici dell’ONU.

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    2016 Domenica 27 novembre, Spazio Alfieri, ore 22:30

  • HOTEL SPLENDID

    Italia 2016 90'
    Regia: Mauro Bucci
    Hotel Splendid è un racconto intimo e corale sulla vita di una comunità di migranti provenienti dalle coste africane, ospitata presso una struttura per richiedenti asilo politico a Cesenatico. Il film documenta le esperienze quotidiane e il funzionamento di un albergo adibito a centro di accoglienza per rifugiati. Il documentario intreccia una doppia narrazione per raccontare differenti itinerari: il drammatico viaggio segnato da violenze e abusi intrapreso dai migranti per giungere in Europa e il percorso dei richiedenti asilo dall'ingresso nel centro di accoglienza fino alla conclusione dell'iter di valutazione.

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    2016 Mercoledì 30 novembre, La Compagnia, ore 19:15

  • LA BARCA È PIENA?
    Luoghi comuni e domande scomode sui rifugiati


    TAVOLA ROTONDA
    Durante la seconda guerra mondiale, in Svizzera si diffuse un modo di dire che divenne uno slogan ancora oggi in voga: “la barca è piena!”. La Svizzera, in quanto Paese non belligerante, era diventata una delle mete più ambite per coloro che cercavano un rifugio dalle persecuzioni e dal dramma del conflitto che insanguinava il resto dell’Europa. La risposta che si decise di dare a chi premeva alle frontiere è ben sintetizzata dal poster che Victor Surbek produsse nel 1946.

    "Das Boot ist voll" (la barca è piena) divenne uno slogan che rispondeva tanto alle richieste di accoglienza come alle accuse di cinismo rivolte agli svizzeri in quegli anni. L’immagine (ideale e materiale) della società come una barca stracolma che sta per affondare ha attraversato i secoli per diventare negli ultimi anni una formidabile iper-icona: dalla Ginevra del dopoguerra alle proteste di Goro (paesino in provincia di Ferrara) avvenute nella fine di Ottobre 2016 il passo è breve; dalla "barca è piena" alla "misura è colma". Quella della barca stracolma è una figura retorica che si ripete nel tempo, mescolandosi e ibridandosi con fatti di cronaca e con le contingenze. Ma quella della barca piena è anche un’immagine che, all’opposto, rimanda ai viaggi disperati dei migranti in fuga da qualche guerra o carestia. Un’immagine diventata drammaticamente familiare.

    All’interno del focus LOOKING FOR NEVERLAND che quest’anno il Festival dei Popoli dedica ai film documentari che si occupano dei rifugiati, abbiamo voluto aprire un momento di riflessione e dibattito attraverso la messa in discussione del senso comune del discorso sui rifugiati. La barca è davvero piena? E questa immagine non rischia di essere ambigua e fuorviante, una di quelle figure che intossicano il nostro immaginario e il nostro linguaggio?
    Abbiamo chiamato a confrontarsi su queste domande giornalisti, operatori sociali, ricercatori, documentaristi… e tutto il pubblico del Festival dei Popoli, sempre pronto ad andare oltre i luoghi comuni e far/si domande scomode.

    Moderatore: Vittorio Iervese

    Intervengono:
    Luigi Achilli, ricercatore EUI
    Giulia Bondi, giornalista
    Emilio Ciarlo , Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo
    Daniela Consoli, Asgi
    Andrea Marchesini, Direttore Lai-Momo
    Anna Meli, Cospe

    Evento in collaborazione con Cospe, TerraProject e Multiverso Firenze

    2016 Domenica 27 novembre, Spazio Alfieri, ore 15:00 - Ingresso libero

  • LA PERMANENCE
    On Call

    Francia 2016 97'
    Regia: Alice Diop
    Siamo al centro assistenza sanitaria per migranti dell’ospedale Avicenne di Bobigny, vicino alla banlieu parigina. Il mondo che sfila davanti ai nostri occhi è un mondo sofferente, di uomini affetti da mali fisici e psicologici amplificati dal loro percorso per raggiungere la Francia e dall’estrema precarietà del loro quotidiano. Dinanzi a loro, un medico, affiancato da uno psichiatra, tenta di offrire soluzioni mediche immediate e un ascolto accogliente. Palpando i corpi, facendo domande con discrezione e molta umanità, comunicando come possibile in inglese, francese o spagnolo con pazienti spesso sull’orlo del baratro, redigendo prescrizioni e certificati, il dottore Jean-Pierre Geeraert ricostruisce alcune briciole dei percorsi di questi esseri umani che sono stati come proiettati dalla marea nel suo studio. (Cineuropa)

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    2016 Martedì 29 novembre, Istituto Francese, ore 19:00

  • LES CORPS INTERDITS
    Banned Bodies

    Francia 2016 12'
    Regia: Jérémie Reichenbach
    Sotto forma di poema, di canto visivo, le voci di alcuni immigrati raccontano la loro esperienza a Calais, confinati nella più grande baraccopoli d’Europa, definita la “giungla” in quanto luogo in cui l’individuo, privato di ogni dignità umana, vive in uno stato di abbrutimento, il suo corpo interdetto. Nel fermo spaziale del tempo sospeso di Calais il corpo migrante si sparge e svanisce. Solo la sua voce, carne che canta, dice il dolore senza posa.

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    2016 Domenica 27 novembre, La Compagnia, ore 18:30

  • LES SAUTEURS
    Those Who Jump

    Danimarca 2016 82'
    Regia: Moritz Siebert, Estephan Wagner, Abou Bakar Sidibé
    Nel nord del Marocco, si trova l'enclave spagnola di Melilla: l'Europa in terra africana. Sulla montagna vivono oltre un migliaio di migranti africani che guardano con speranza la recinzione che separa il Marocco dalla Spagna. Abou da Mali è uno di loro – protagonista e cameramen allo stesso tempo. Per oltre un anno, insieme ai compagni, tenta incessantemente di saltare quella recinzione. Grazie alla videocamera, Abou trova modo di esprimersi e dà un senso alla propria esperienza: "Quando filmo, sento di esistere".

    2016 Lunedì 28 novembre, Spazio Alfieri, ore 15:00

  • NO BORDERS

    Italia 2016 15'
    Regia: Haider Rashid
    No Borders è il primo film italiano girato in realtà virtuale (VR). Elio Germano ci guida in alcuni centri italiani destinati all'accoglienza dei migranti, centri la cui capacità ricettiva risulta inadeguata rispetto alle migliaia di persone ospitate. Un viaggio a 360° per immergerci e comprendere luoghi che oggi sono al centro dell’attualità e destinazione di migliaia di persone in transito.

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    2016 Venerdì 25 novembre, La Compagnia, ore 21:00

  • REMAINS FROM THE DESERT

    Germania 2016 21'
    Regia: Sebastian Mez
    Ciò che resta di Osman dopo sette mesi passati in un “campo di tortura” nel Sinai, nel mezzo del suo viaggio pieno di speranza dall’Eritrea a Israele, è un ricordo indicibile e un corpo solcato dalla violenza. Ogni angolo di Osman è attraversato da una storia che secca l’anima, la inaridisce come il territorio in cui è finito prigioniero. Sebastian Mez ripercorre quel viaggio, tra paesaggi di violenta bellezza, pianeti che non si possono immaginare, così come inimmaginabile è l’esperienza di Osman, astronauta alieno che tenta l’approdo su un mondo nuovo.

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    2016 Giovedì 1 dicembre, La Compagnia, ore 20:45

  • THE BURDEN OF PROOF

    Germania 2016 34'
    Regia: Stefan Kessissoglou
    Seguendo la storia di due richiedenti asilo in Repubblica Ceca e intervistando il funzionario che decide del loro destino, il film sviluppa un'interessantissima riflessione sui meccanismi decisionali dietro la concessione o meno dello status di rifugiato, mettendo in rilievo la sfuggevolezza della materia e la difficoltà di dimostrare con prove certe la condizione di persecuzione politica, la cui verifica è affidata alle regole (e all'arbitrio) del sistema di accoglienza.

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    2016 Domenica 27 novembre, Spazio Alfieri, ore 15:00 - Ingresso libero

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