Firenze 10-17 Novembre 2012

Festival Internazionale del film documentario

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Nella pagine di questo sito troverete un’accurata descrizione dei 74 film che compongono il programma del 53° Festival dei Popoli. Sono convinto che ciascuno dei titoli ha le qualità necessarie per appassionarvi e suscitare il vostro interesse. La proposta è abbondante, ne siamo consapevoli, per cui siete caldamente invitati a scegliere seguendo il vostro gusto e - perché no - il vostro istinto, costruendo il vostro programma personalizzato.

Quella che segue potrebbe essere la “giornata ideale” del pubblico del festival. La mattina, al cinema Odeon, sono previste le repliche dei film in concorso: per chi avesse perso le proiezioni del giorno precedente. A mezzogiorno, nelle accoglienti sale del Caffè Letterario delle Murate, si svolge il Free Speech, un incontro aperto - e privo di eccessive formalità - con gli ospiti del festival. I registi si scambiano opinioni sul proprio lavoro, condividono esperienze e mettono a confronto i rispettivi punti di vista. Credetemi: starli ad ascoltare mentre gettano le basi del cinema del futuro è un’occasione da non perdere. Più tardi si parte con le proiezioni, pomeridiane e serali, che si svolgeranno in tre sale della città strategicamente collocate a poche decine di passi l’una dall’altra: Odeon, Spazio Uno, Istituto Francese. Tre luoghi geograficamente limitrofi accomunati dall’accoglienza riservata alla cultura. Al centro di questo triangolo, la magnificenza di Palazzo Strozzi, al cui interno potrete visitare la mostra allestita alla Strozzina - Centro di Cultura Contemporanea, Francis Bacon e la condizione esistenziale nell’arte contemporanea. Il Festival dei Popoli propone una sezione – “Related to Me – Corpo, memoria, identità” – che va intesa come un contributo aggiuntivo, per integrare ed approfondire i temi sviluppati dalla mostra. Per chi volesse proseguire nella passeggiata e spingersi oltrarno, alla Tethys Gallery, in via Maggio, potrà visitare un’esibizione fotografica, organizzata in collaborazione con la Robert F. Kennedy Foundation of Europe, che propone una serie di splendidi ritratti di Harry Benson ai Presidenti degli Stati Uniti.

Vi rivelo un piccolo segreto di bottega: per preparare il calendario delle proiezioni siamo soliti affidarci ad uno strumento di lavoro per noi indispensabile. Sulla parete predisponiamo una griglia suddivisa in riquadri. Ai moderni schermi ultrapiatti, con funzione touch-screen, preferiamo un cartoncino robusto, pennarelli, nastro adesivo e una scorta di foglietti colorati. Giorno dopo giorno, i foglietti con i titoli dei film selezionati vengono appuntati su questa scacchiera, rimossi, collocati diversamente. L’aspetto curioso è che i film cominciano a parlare fra loro costruendo rimandi e intessendo corrispondenze sul variopinto cartellone. Ecco perché rimango spesso incantato a contemplarli, suscitando la comprensibile ilarità dei miei colleghi: perché provo a collocare ogni film come fosse una nota sullo spartito. Ciò che rende particolare la proposta di un festival non è solo, come è ovvio, l’alta qualità delle singole opere (quest’anno ci sono pervenuti a selezione 1.600 film), ma la composizione dell’intero programma, che deve essere armonioso e sufficientemente vario. Provate anche voi a lasciarvi trasportare da questa corrente fatta di immagini, musiche, parole, paesaggi, riferimenti culturali: gradualmente il mosaico si comporrà e ne potrete ricavare un ritratto tanto sfaccettato quanto paradigmatico del nostro presente.

Le particolari circostanze che hanno presieduto la preparazione di questa edizione meritano un’ultima annotazione. In effetti si tratta di una situazione assolutamente unica. Il programma del 53° Festival dei Popoli è frutto del lavoro congiunto di Maria Bonsanti, neodirettrice del Cinéma du Réel di Parigi, Carlo Chatrian, neodirettore del Festival del Film di Locarno e dell’affiatatissimo team del Festival dei Popoli. Credo che raramente sia capitato ai direttori di festival di cinema d’Europa di lavorare insieme allo stesso progetto. Oltre a rinnovare le mie congratulazioni a Maria e Carlo per gli importanti incarichi che sono stati loro affidati, mi fa piacere pensare che la nostra squadra non smetterà di collaborare: semplicemente avrà a disposizione un campo da gioco più grande.

Alberto Lastrucci
Direttore Festival dei Popoli