Firenze 27 novembre – 4 dicembre 2015

Festival Internazionale del film documentario

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Per realizzare l'immagine di questa edizione, il team Funky Fresh Factory, dopo aver realizzato prove e bozzetti al computer, aveva bisogno di un giubbotto salvagente vero, uguale ad uno di quelli che – in tv o sulle pagine dei giornali - abbiamo visto indossare dai profughi del mare intercettati e soccorsi dalle autorità costiere. Il giubbotto utilizzato per la fotografia del manifesto lo abbiamo acquistato su internet a 27,98 Euro, spese di spedizione comprese. Ce lo ha consegnato una mattina uno dei tanti corrieri che quotidianamente entrano in ufficio per recapitare o prelevare quei pacchetti, sempre meno ingombranti e sempre più leggeri, che contengono "il cinema”, vale a dire le copie di proiezione dei film che compongono il nostro programma. Quando abbiamo aperto la scatola ed esaminato il contenuto, un bellissimo giubbotto salvagente color arancio fosforescente, non ho potuto fare a meno di ripensare a quei 27 euro e 98 centesimi: se per molti si tratta di una cifra modesta, per tanti altri è probabilmente al di sopra delle proprie possibilità. Chissà quale può essere il valore reale di questo oggetto per chi si trova costretto a farne uso. Per coloro che misurano sulla propria pelle la differenza tra la salvezza e la tragedia. Non so cosa abbiano pensato i mei colleghi, ricordo però che – una volta riposto il salvagente nella scatola – per qualche ora a nessuno è venuta voglia di scherzare.

Ancor più rilevante dell'oggetto in sé mi sembrano essere le scritte fatte a mano che integrano la fotografia e ci ricordano che, "dentro” l'oggetto, c'è una persona. Al di là del riferimento diretto ad una delle sezioni in programma, dedicata alle derive ed agli approdi dei migranti contemporanei, vorrei affidare all'iconicità del nostro manifesto un'ulteriore considerazione che credo pertinente per illustrare il taglio e i contenuti dell'intero festival: l'unione imprescindibile tra realtà fotografica e verità soggettiva. È tratto comune a tutti i film che presentiamo la compresenza di un'elevata qualità tecnica ed estetica - elementi che denotano la padronanza del mezzo espressivo - insieme ad un preciso taglio personale, una dimensione soggettiva che non si nasconde "dietro” l'immagine, ma che la permea e ne diventa uno degli elementi sostanziali. I documentari che presentiamo sono opere di creazione che, pur nutrendosi di fatti, di storie, di vicende prelevate dalla realtà, approdano poi a punti di vista meditati, a riflessioni personali, in un'elaborazione artistica che, di quella medesima realtà, si propone come commento. Non possiamo che restare affascinati dal valore e dall'importanza di queste opere che ci permettono di approfondire la nostra conoscenza dei fatti del mondo e accendono la nostra attenzione sulla complessità delle emozioni umane.

Ancora una volta rinnovo il mio invito a lasciarci conquistare dall'incantesimo della realtà.

Alberto Lastrucci
Direttore del Festival dei Popoli