Firenze 3 - 10 Novembre 2018

Festival Internazionale del film documentario

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E se il contrario della conoscenza non fosse l’ignoranza ma la certezza? Non c’è conoscenza senza incontro e non c’è incontro senza una domanda. Quindi, meglio dirlo subito, a scanso d’equivoci e per onestà (non solo intellettuale): il Festival dei Popoli è un posto in cui albergano le domande, non dove si trovano le risposte.

Immagino la delusione di quelli che leggeranno queste prime righe, non tanto perché si aspettassero da noi indicazioni per affrontare un mondo sempre più incerto ma perché questa confessione pare un sintomo di debolezza o una manifestazione d’impotenza. Non è così. Al contrario, l’abitudine ad accogliere a braccia aperte le domande è una scelta consapevole, un atto d’amore. Già la sinuosità di un punto interrogativo ci intriga molto di più di quanto possa fare la rigidità impettita di un esclamativo. La domanda è seducente, è un invito all’incontro, un’esortazione ad entrare in relazione: “Posso sedermi vicino a te? Che film danno stasera? Sono emozionato, e tu?”. La domanda è l’ammissione che non possiamo bastarci, che non possiamo fare da soli, perché avremo sempre bisogno dell’altro/a.

Tante sono le domande che si nascondono dentro le appassionanti storie che presentiamo quest’anno al 59° Festival dei Popoli. Ma una domanda può essere il cominciamento di ogni storia, non il suo fine. E delle tante opere che abbiamo visto, ci hanno interessato quelle che non cercano soltanto conferma o approvazione ma che si aprono alla sorpresa, smuovono i pensieri e solleticano i sensi, film come domande che fanno ardere la poltrona e che ci impongono di alzarci e partire.

Alla volgarità, all’egoismo, all’urlo, al dito puntato, all’esclusione, alla chiusura, all’imposizione, alla tracotanza, alla disillusione e alla prepotenza che ci circonda il Festival dei Popoli risponde con un carico di domande bellissime e scabrose: si può essere qualcosa di più che meri spettatori? Come si fa ad essere il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo? What you gonna do when the world's on fire?

Quest’anno il Festival dei Popoli ha dato avvio ad un profondo processo di rinnovamento che ci porterà diritti ad immaginare come saranno i prossimi 60 anni. Ringrazio di cuore tutti coloro che stanno lavorando insieme a noi, aiutandoci e spronandoci. Le incertezze e le minacce sono tante ma non possiamo fare a meno di inseguire la bellezza che si nasconde sempre nella tensione di una domanda, come una promessa di futuro. Vogliamo costruirlo insieme? Vogliamo costruirlo insieme.

Vittorio Iervese
Presidente del Festival dei Popoli


Questa 59esima edizione, un numero intrigante che inevitabilmente accende la curiosità su ciò che saremo in grado di proporvi allo scoccare del numero 60, è caratterizzata dall’essere il punto di arrivo e di armonizzazione di desideri, linee d’azione e progettualità coltivati da lungo tempo e che, mai così compiutamente come quest’anno, hanno trovato tra loro il giusto equilibrio, disponendosi uno a fianco all’altro a rafforzare l’impianto generale e le ambizioni della nostra manifestazione.

Doc at Work Campus propone una selezione significativa di film realizzati nel corso del 2018 dagli studenti della Scuola Holden di Torino, della Civica scuola di cinema Luchino Visconti di Milano, del Centro FilmaP - Atelier di Cinema del Reale di Napoli, della Zelig – School for Documentary, Television and New Media di Bolzano. Ospite speciale, una delle scuole di cinema più prestigiose d’Europa, la FAMU International Film and TV School - Academy of Performing Arts, di Praga (CZ), presente con una delegazione dei propri studenti.

La rinnovata collaborazione con il Dipartimento SAGAS dell’Università di Firenze ci consente di realizzare una tavola rotonda su Memoria e Archivi come forme di conservazione del passato ma anche strumenti indispensabili per costruire il nostro futuro.

Tra i progetti di più lunga gestazione avevamo quello di aprire le porte del nostro festival al pubblico dei giovani e dei giovanissimi, consapevoli di quanto sia importante per loro poter condividere l'esperienza della sala cinematografica con familiari, amici e compagni di classe. Tale possibilità ci è arrivata grazie alla collaborazione con KinderDocs, che ha messo a disposizione competenza, esperienza nel settore e una selezione di titoli di grande qualità. Un programma – ve lo garantisco – adatto agli spettatori di tutte le età.

Una nuova sezione - Doc Explorer – propone di spingersi ancora più lontano nell’esplorazione della galassia del documentario, inoltrandosi in quei territori di confine in cui esso si fonde, in proficua ibridazione, con altre forme di espressione e con gli spazi (virtuali e non) messi a disposizione dalle novità tecnologiche. Web doc, I-doc, Virtual Reality e Live documentary compongono un programma innovativo, caratterizzato dal fatto che queste nuove forme di narrazione vengono fruite in spazi diversi dalla sala cinematografica.

Tutto questo va a corroborare un programma ufficiale di grande livello e di ampia varietà: oltre alle due sezioni in concorso, internazionale e italiano, due retrospettive – la prima, di cui andiamo particolarmente fieri, dedicata a Roberto Minervini, è realizzata in collaborazione con IsReal - Festival di Cinema del Reale - di Nuoro; la seconda, intitolata a Dominque Marchais, riconferma Ambasciata di Francia e Istituto Francese tra i nostri partner più solidi. Il focus tematico – l’abbiamo intitolato “Habitat” – è dedicato al futuro prossimo, sospeso tra le suggestioni delle nuove tecnologie e la necessità di potenziare l’attenzione per la salute ambientale. Infine una sezione di documentari musicali e un panorama di eventi speciali di grande impatto spettacolare.

A simboleggiare questa nostra voglia di saperne di più su ciò che ci attende, un’enigmatica protagonista si affaccia dal nostro manifesto. Questa “Monna Lisa del XXI secolo” ci fissa con sguardo fiero ma pacato e un atteggiamento disponibile a lasciarci ammirare i variopinti paesaggi che le adornano la pelle. In cambio, ci chiede di accompagnarla in un viaggio, attraverso i film che compongono questa edizione, alla scoperta degli innumerevoli percorsi che conducono al suo (e al nostro) futuro.

Buon viaggio.

Alberto Lastrucci
Direttore del Festival dei Popoli