Il ciclo di proiezioni del programma fiorentino di Another Story è realizzato da Festival dei Popoli in collaborazione con il Corso di laurea magistrale Scienze dello Spettacolo - Dipartimento SAGAS - Università degli Studi di Firenze.
Corso: Cinema e cultura visuale, docente Prof. Anna Masecchia.

Essere Donne
di Cecilia Mangini (Italia | 1965 | 28 min)
Il film fu commissionato alla giovane Cecilia Mangini dall'Unione Donne d’Italia (UDI). Il film ritrae le condizioni di vita e di lavoro delle donne italiane attraverso uno stile cinematografico vivace e incisivo, che utilizza la macchina da presa come strumento per analizzare la realtà e lottare per l'emancipazione. Con il rigore di un saggio e una prospettiva di impegno politico, il documentario esamina la condizione femminile nel Nord e nel Sud Italia, mostrando la durezza del lavoro in fabbrica e il peso del lavoro riproduttivo, in netto contrasto con l'immagine idealizzata e edulcorata della donna diffusa dai media dell'epoca. Opera che indaga l'alienazione delle lavoratrici, il film abbina le immagini di Mangini a un testo di Felice Chilanti, letto da Riccardo Cucciolla. Nonostante il successo ottenuto nei festival internazionali, la pellicola non fu mai distribuita nelle sale italiane a causa di una decisione ministeriale, venendo proiettata principalmente all'interno dei cineclub e nei circoli A.R.C.I.

SCUM Manifesto
di Delphine Seyrig, Carole Roussopoulos (Francia | 26 min | 1976)
Nel 1967, la scrittrice americana Valerie Solanas pubblicò un manifesto intitolato S.C.U.M., un appello - radicale, provocatorio - allo sterminio del sesso maschile. Il testo è crudo, esplicito e intriso di ironia, e ribalta il patriarcato usando toni surreali. Un attacco al vetriolo contro il binarismo sessuale, i valori tradizionali della famiglia e il mainstream culturale. La stessa Solanas descrisse in seguito lo S.C.U.M. una satira letteraria, volta a provocare e a suscitare dibattito. Nel 1976, Delphine Seyrig e Carole Roussopoulos – appartenenti al collettivo cinematografico femminista Les Insoumuses – ne realizzarono un adattamento per lo schermo. Seyrig vi interpreta alcuni brani del manifesto di Solanas, mentre Roussopoulos ascolta, interviene e scrive a macchina. Tra loro, uno schermo televisivo trasmette immagini di disastri politici e umanitari dell'epoca, offrendo un contesto crudo alla rabbia di Solanas. In questa cornice cinematografica minimalista, l'atteggiamento sottilmente impertinente del duo sottolinea la vena satirica del testo.
29 settembre - ore 13.00
Scuola di Studi Umanistici e della Formazione
Via Laura, 48 Firenze - Aula 107
Ingresso libero

The Ceiling (Strop)
di Věra Chytilová (Rep. Ceca, 1961, 60 min)
Mediometraggio realizzato nel 1962 come saggio di diploma da Věra Chytilová durante i suoi studi di regia presso la FAMU di Praga. L'opera segna il ritorno della regista al mondo della moda, ambito da lei conosciuto per aver lavorato, brevemente, come modella. La protagonista è Marta, una modella apparentemente soddisfatta della propria vita; tuttavia, un incontro fortuito con una sua ex compagna di studi di medicina – facoltà che Marta ha abbandonato – porta alla luce un ‘soffitto’ (che dà il titolo al film) che sovrasta l'esistenza agiata e di successo della giovane. Il personaggio di Marta rispecchia la realtà dell'interprete, Marta Kaňkovská, attrice non professionista. Si tratta però di una storia di finzione, incentrata sul tema prediletto da Chytilová: l'emancipazione. Molti dei personaggi femminili nei film della regista lottano, spesso invano, per affrancarsi da uno stereotipo esistenziale. Il film, caratterizzato da uno stile documentaristico, vede la partecipazione di alcune future celebrità della Nouvelle Vague cecoslovacca, tra cui alcuni colleghi della FAMU: Jiří Menzel e Miloš Forman. (Fonte: DAFilms)
6 ottobre - ore 13.00
Scuola di Studi Umanistici e della Formazione
Via Laura, 48 Firenze - Aula 107
Ingresso libero

Il valore della donna è il suo silenzio
di Gertrude Pinkus (Germania, Svizzera | 1980 | 90 min)
La giovane Maria, emigrata in Svizzera dall'Italia meridionale, riflette sulla sua vita a Francoforte accanto a Giacomo, che ha sposato contro il volere dei genitori. In virtù del codice del silenzio tipico della sua terra d'origine, la sua storia viene interpretata davanti alla macchina da presa da altre immigrate. Quello che nasce come ritratto documentaristico si trasforma in corso d’opera in un'opera ibrida, ambigua e ironica, che fonde realtà e finzione, le vicende private ai grandi eventi storici. Attraverso ricostruzioni che intrecciano la vita di Maria con le esperienze di chi la interpreta sullo schermo, il film esplora i temi dello sradicamento, dell'integrazione e della rassegnazione. Sequenze in stile osservativo si alternano con scene appositamente ricostruite allo scopo di evocare il mondo interiore di Maria.
13 ottobre - ore 13.00
Scuola di Studi Umanistici e della Formazione
Via Laura, 48 Firenze - Aula 107
Ingresso libero
Il progetto ha ottenuto il sostegno del Creative Europe - MEDIA Programme - Audience Development and Film Education.
I parnter del progetto:
In collaborazione con:
Partner edizione di Firenze:



