MAI presenta: “El etnógrafo”



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Il ciclo di documentari che proponiamo su Più Compagnia – l’ultimo appuntamento (ad accesso gratuito) è online a partire dal 28 dicembre – è parte integrante del programma collaterale del MAI. Museo Antropologico Immaginario, progetto multidisciplinare curato da Valeria D’Ambrosio per Villa Romana a Firenze e realizzato grazie al contributo della Fondazione CR Firenze. Il Festival dei Popoli, partner del progetto, propone una selezione di documentari dall’Archivio connessi ai temi del MAI allo scopo di sviluppare gli spunti di riflessione innescati dalla mostra.

All’interno del MAI si confrontano diverse pratiche che si pongono l’obiettivo di decolonizzare il pensiero e lo sguardo attraverso linguaggi creativi scardinati dalla distanza oggettivante della disciplina scientifica. L’arte contemporanea, l’architettura radicale, la performance e il cinema documentario sono infatti chiamati a ragionare sulla raison d’etre dei musei etno-antropologici nella società contemporanea, ossia sulle dinamiche di rappresentazione delle culture umane non più viste attraverso un filtro essenzialmente eurocentrico e statico, ma cercando di creare delle vere e proprie modalità partecipative e dinamiche di collaborazione per raccontare storie del passato, narrazioni del presente e possibili visioni del futuro.

Per rispondere a questa chiamata, l’Archivio del Festival dei Popoli propone un programma di titoli di provenienza internazionale che si interrogano sull’esigenza di ripensare al concetto di museo antropologico e si propongono di avvicinare culture e popolazioni che ogni giorno cercano di far dialogare tradizioni antiche con le istanze della contemporaneità.

Ultimo appuntamento: dal 28 al 31 dicembre 2020 su Più Compagnia (clicca per accedere) 

El etnógrafo (The Ethnografer), di Ulises Rosell 

(Argentina, 2012, 85’ – vo. spagnolo, inglese, lingua locali – sottotitoli in inglese)

Trenta anni fa, John Palmer partì da Oxford intenzionato a studiare i Wichí, popolazione nomade che abita alcune zone verdi dell’Argentina e della Bolivia. Nel corso dei suoi soggiorni all’interno della comunità, John subisce una lenta ma inesorabile trasformazione: mette da parte gli studi e si unisce alla comunità, di cui apprende la lingua, gli usi e i costumi e dove incontra la donna con la quale da vita ad una prole numerosa e vivace. Curioso esempio di “colonizzazione in senso inverso”, John offre il suo contributo alla collettività occupandosi delle questioni amministrative e burocratiche che gravano sulla comunità, in gran parte anafalbeta. Nel film lo vediamo alle prese con due problemi: una multinazionale ha invaso le terre dei nativi e vi sta effettuando dei rilevamenti petroliferi; uno dei capofamiglia è finito in prigione perché il suo matrimonio, avvenuto – secondo la tradizione – con una giovane divenuta feconda, lo ha condotto sotto processo per abuso di minore. Nonostante la situazione sembri peggiorare di giorno in giorno, John non si arrende e fa del suo meglio per rendersi utile. (A. Lastrucci)

Il film sarà preceduto da una presentazione a cura dell’Archivio del Festival dei Popoli

Modalità di accesso

Tutte le proiezioni sono ad ingresso gratuito sulla piattaforma Più Compagnia.

I film sono in versione originale con sottotitoli in inglese.

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MAI è un progetto di Villa Romana, a cura di Valeria D’Ambrosio, realizzato con il il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze con il Patrocinio del Comune di Firenze e di Regione Toscana. Il Dipartimento del SAGAS UniFi è partner scientifico del progetto.

La rassegna cinematografica, curata di Alberto Lastrucci e Daniela Colamartini dell’Archivio del Festival dei Popoli, fa parte del progetto per la catalogazione, digitalizzazione e valorizzazione degli archivi Festival dei Popoli e Mediateca Toscana, che vede impegnati Regione Toscana e Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana. 

Il MAI arriva nel “país del diablo”



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Il ciclo di documentari che proponiamo su Più Compagnia – il secondo appuntamento è online dal 21 dicembre (ad accesso gratuito) – è parte integrante del programma collaterale del MAI. Museo Antropologico Immaginario, progetto multidisciplinare curato da Valeria D’Ambrosio per Villa Romana a Firenze e realizzato grazie al contributo della Fondazione CR Firenze. Il Festival dei Popoli, partner del progetto, propone una selezione di documentari dall’Archivio connessi ai temi del MAI allo scopo di sviluppare gli spunti di riflessione innescati dalla mostra.

All’interno del MAI si confrontano diverse pratiche che si pongono l’obiettivo di decolonizzare il pensiero e lo sguardo attraverso linguaggi creativi scardinati dalla distanza oggettivante della disciplina scientifica. L’arte contemporanea, l’architettura radicale, la performance e il cinema documentario sono infatti chiamati a ragionare sulla raison d’etre dei musei ento-antropologici nella società contemporanea, ossia sulle dinamiche di rappresentazione delle culture umane non più viste attraverso un filtro essenzialmente eurocentrico e statico, ma cercando di creare delle vere e proprie modalità partecipative e dinamiche di collaborazione per raccontare storie del passato, narrazioni del presente e possibili visioni del futuro.

Per rispondere a questa chiamata, l’Archivio del Festival dei Popoli propone un programma di titoli di provenienza internazionale che si interrogano sull’esigenza di ripensare al concetto di museo antropologico e si propongono di avvicinare culture e popolazioni che ogni giorno cercano di far dialogare tradizioni antiche con le istanze della contemporaneità.

Secondo appuntamento dal 21 al 23 dicembre 2020 su Più Compagnia (clicca per accedere)

El país del diablo, di Andrés Di Tella 

(Argentina, 2008, 72’ –  v.o. spagnolo, sottotitoli in inglese)

Andrés Di Tella, tra i maggiori cineasti argentini contemporanei, si mette in viaggio sulle tracce di Estanislao Zeballos, scrittore e antropologo che XIX secolo che, affiliato all’esercito argentino nella sanguinosa campagna di colonizzazione del sud del paese (la “conquista del desierto”) fu tra i primi a documentare tradizioni e cultura del popolo mapuche nel momento stesso in cui le truppe comandate da Julio Argentino Roca procedevano al loro sterminio sistematico. 

L’auto guidata da Di Tella compie un viaggio nello spazio e, metaforicamente, nel tempo, rintracciando i luoghi delle battaglie, “riscoprendo” documenti sopravvissuti all’oblio, incontrando i discendenti degli abitanti originari della Patagonia. Strutturato come un viaggio aperto, fatto di incontri inaspettati e scoperte improvvise, il film rivela la particolare condizione di una Storia nazionale fatta anche di pagine nascoste e di fantasmi che è necessario affrontare. (A. Lastrucci)

Il film sarà preceduto da una presentazione a cura dell’Archivio del Festival dei Popoli

Modalità di accesso

Tutte le proiezioni sono ad ingresso gratuito sulla piattaforma Più Compagnia.

I film sono in versione originale con sottotitoli in inglese.

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MAI è un progetto di Villa Romana, a cura di Valeria D’Ambrosio, realizzato con il il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze con il Patrocinio del Comune di Firenze e di Regione Toscana. Il Dipartimento del SAGAS UniFi è partner scientifico del progetto.

La rassegna cinematografica, curata di Alberto Lastrucci e Daniela Colamartini dell’Archivio del Festival dei Popoli, fa parte del progetto per la catalogazione, digitalizzazione e valorizzazione degli archivi Festival dei Popoli e Mediateca Toscana, che vede impegnati Regione Toscana e Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana. 

MAI – La programmazione va online



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Il ciclo di documentari che proponiamo su Più Compagnia a partire dal 14 dicembre (ad accesso gratuito) è parte integrante del programma collaterale del MAI. Museo Antropologico Immaginario, progetto multidisciplinare curato da Valeria D’Ambrosio per Villa Romana a Firenze e realizzato grazie al contributo della Fondazione CR Firenze. Il Festival dei Popoli, partner del progetto, propone una selezione di documentari dall’Archivio connessi ai temi del MAI allo scopo di sviluppare gli spunti di riflessione innescati dalla mostra.

All’interno del MAI si confrontano diverse pratiche che si pongono l’obiettivo di decolonizzare il pensiero e lo sguardo attraverso linguaggi creativi scardinati dalla distanza oggettivante della disciplina scientifica. L’arte contemporanea, l’architettura radicale, la performance e il cinema documentario sono infatti chiamati a ragionare sulla raison d’etre dei musei ento-antropologici nella società contemporanea, ossia sulle dinamiche di rappresentazione delle culture umane non più viste attraverso un filtro essenzialmente eurocentrico e statico, ma cercando di creare delle vere e proprie modalità partecipative e dinamiche di collaborazione per raccontare storie del passato, narrazioni del presente e possibili visioni del futuro.

Per rispondere a questa chiamata, l’Archivio del Festival dei Popoli ha realizzato un programma di titoli di provenienza internazionale che si interrogano sull’esigenza di ripensare al concetto di museo antropologico e si propongono di avvicinare culture e popolazioni che ogni giorno cercano di far dialogare tradizioni antiche con le istanze della contemporaneità.

Lunedì 14 dicembre 2020 – Più Compagnia (clicca per accedere)

(l’evento resterà disponibile per 72 ore – accesso limitato al territorio nazionale) 

I film saranno accompagnati da una presentazione a cura dell’Archivio del Festival dei Popoli

Le terrain du peuple, di Anja Göbel 

(Germania, 2015, 34’ –  v. o., sottotitoli in inglese)

Il museo nazionale di Ouagadougou, nel Burkina Faso, voluto da Thomas Sankara per la valorizzazione delle culture autoctone del proprio paese, divenuto indipendente, si è andato connotando come punto di convergenza (e di frizione) di problematiche causate da una concezione museale troppo autoritaria. Per erigere il museo, il capo tribù locale è stato privato della sala del trono – un luogo “pubblico”, dove il sovrano incontra il popolo – e lo spazio regale è stato inglobato dal cortile che circonda il museo. Inoltre alcuni tra gli esponenti più in vista della comunità sono contrari al fatto che un oggetto di uso rituale, considerato sacro e “vivente”, finisca sotto una teca di vetro, dove è destinato a “morire”. Avvicinandosi con delicatezza al cuore del problema e senza cercare di risolvere il complesso intrico di contraddizioni, il film propone l’esempio di un museo antropologico nazionale che causa dispiaceri e suscita opposizioni proprio da parte delle culture locali, che il museo stesso si proponeva di celebrare. (A. Lastrucci)

Abigail, di Valentina Homen e Isabel Penoni 

(Brasile, 2016, 17’ – v.o. portoghese – sottotitoli in inglese) 

Tra il 1940 e il 1950 Abigail Lopes partecipò alle spedizioni di Francisco Meireles, noto in Brasile per aver cercato un incontro pacifico con le popolazioni indigene che vivevano isolate. Abigail entrò in contatto con la popolazione Xavantes della Serra do Roncador (nello stato del Mato Grosso), e con loro passò otto anni della sua vita. Il film rievoca l’incontro avvenuto tra le due giovani registe e l’ormai anziana donna, prima della sua morte nel 2011, nella casa colma di ricordi e suggestioni appartenenti ad un passato ricco di incontri e contaminazioni. Lì la ricercatrice è vissuta e ha animato nei decenni numerose discussioni sul legame tra la cultura etnica e le ancestrali religioni afro-brasiliane, di cui divenne adepta. 

“Abigail è un film sui nostri ricordi di questo personaggio straordinario, sul nostro incontro con lei, sulla nostra esperienza nella sua casa”. Isabel Penoni (sua è anche la voce narrante) e Valentina Homem realizzano un film sul potere spiritistico della memoria, più che su un ricordo. Un potere che può spaccare luoghi e cose e ritrovare il flusso di un’anima impersonale che agisce nel tempo, nella natura e negli oggetti. (A. Lastrucci)

Extremos – Viaje a Karukinka (Extremes – Expedition to Karukinka)

di Federico Molentino e Juan Manuel Ferraro 

(Argentina, 2015, 26’ – non parlato)

Siamo nella Terra del Fuoco, arcipelago all’estremità meridionale del continente sudamericano meta ogni anno di numerose crociere turistiche. Immagini di un passato remoto, che mostrano rappresentanti delle popolazioni originarie vestiti e acconciati secondo la tradizione, si sovrappongono al presente. Il suggestivo accostamento illustra un paesaggio violentemente deturpato dallo sfruttamento industriale che si popola, per qualche istante, di presenze fantasmatiche. Questo ‘viaggio agli estremi’ approda infine nei luoghi cui sono stati destinati i discendenti di quei fieri antenati: fabbriche depersonalizzanti che, questo il monito silenzioso proposto dal film, costituiscono il tassello finale di un processo di colonizzazione che non si è mai interrotto. (A. Lastrucci)

Modalità di accesso

Tutte le proiezioni sono ad ingresso gratuito sulla piattaforma Più Compagnia.

I film sono in versione originale con sottotitoli in inglese.

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MAI è un progetto di Villa Romana, a cura di Valeria D’Ambrosio, realizzato con il il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze con il Patrocinio del Comune di Firenze e di Regione Toscana. Il Dipartimento del SAGAS UniFi è partner scientifico del progetto.

La rassegna cinematografica, curata di Alberto Lastrucci e Daniela Colamartini dell’Archivio del Festival dei Popoli, fa parte del progetto per la catalogazione, digitalizzazione e valorizzazione degli archivi Festival dei Popoli e Mediateca Toscana, che vede impegnati Regione Toscana e Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana.