DOC AT WORK – FUTURE CAMPUS

Dal 26 al 29 novembre il Festival dei Popoli presenta Doc at Work – Future Campus, un osservatorio da cui guardare al futuro del documentario internazionale. I 12 film che compongono il programma offrono lo spaccato di una generazione di cineasti e cineaste emergenti che si sono formati/e nelle scuole europee, un’occasione per intravedere nuovi cammini nella relazione del cinema con il reale.

Le scuole partecipanti in questa quarta edizione sono: CSC – Palermo; CISA; Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti; ERG – École de Recherche Graphique; ECAM; FAMU; HFF München; INSAS; La Fémis; LUCA; Master en Documental de Creación – UPF; NABA.

Un progetto realizzato grazie al sostegno di Fondazione Sistema Toscana, Toscana Film Commission e Cinema La Compagnia che hanno creduto in un progetto che aspira a diventare un punto di riferimento per le nuove generazioni di documentaristi e documentariste, accompagnandole in quel momento di grandi possibilità, incertezze ed entusiasmo che è la costruzione del mestiere del cinema come scelta di vita e di lavoro. 

Oltre alla selezione di 12 documentari, gli studenti delle scuole di cinema parteciperanno ad un percorso formativo con filmmaker e professionisti del settore e ad un panel legato alla produzione di documentari in collaborazione con CNA Toscana.

Around the Night
di Vassili Schemann
Belgio, Polonia, 2020, 20’
Una comunità di minatori polacchi si riunisce settimanalmente per dar vita a un coro polifonico. La musica è un collante per far fronte ad un futuro incerto.

Intre Montes
di Antonio Valerio Frascella
Svizzera, Italia, 2020, 22’, col.
Reduce da oltre trent’anni di carcere, un ex ergastolano fa ritorno nella sua terra d’origine, ritrovandola popolata di fantasmi.

Hier
di Joy Maurits
Belgio, 2019, 18’
In un centro sportivo ragazzi e ragazze parlano dei loro corpi che cambiano, delle relazioni, dell’attrazione, con libertà, curiosità e desiderio.

Keep Shiftin’
di Verena Wagner
Germania, 2020, 21’
L’atmosfera fuori dal tempo del turno di notte in una grandiosa vetreria, tra fascinazione per la fisicità del lavoro e magia della creazione.

L’acqua che non piove
di Emanuele Cantò
Italia, 2019, 16’
In un’atmosfera sospesa, tre fratelli passano l’estate in Italia, parentesi di una vita altrove. La stagione scorre lenta, densa e leggera, volgendo poco a poco in ricordo.

Mat et les gravitantes
di Pauline PÉNICHOUT
Francia, 2019, 25’
In uno squat di Nantes Mat organizza un laboratorio di auto-ginecologia. Uno sguardo intimo sulla presa di consapevolezza del proprio corpo come fulcro di lotta politica.

Play Me, I’m Yours
di Julia Palmieri
Belgio, 2020, 14’
Un collage fatto di Polaroid e video ripresi con il cellulare compone un monologo interiore in cui si intrecciano l’amicizia, l’amore, le relazioni e il sesso.

Pripyat Piano
di Eliška Cílková
Repubblica Ceca, 2020, 18’
Nei pressi di Černobyl’, solo i pianoforti abbandonati sono sopravvissuti a trent’anni di razzie. Un tributo al potere evocativo della musica e alla forza rigeneratrice della natura.

Radio Riders
di Fabio Corbellini, Paola Piscitelli
Italia, 2020, 13’, col.
Una delle facce nascoste delle nostre città: il lavoro incessante dei fattorini che si occupano, in condizioni precarie, di consegne a domicilio per le grandi piattaforme.

Salvo
di Federico Cammarata
Italia, 2020, 29’
Salvo ha quarant’anni, vende meloni sulla statale, vive con i genitori e dedica il tempo libero ai suoi cardellini. Un modo diverso di guardare alla presunta “normalità”.

Something is Burning
Macarena Astete, Victoria Maréchal, Nicolás Tabilo
Spagna, Cile, Argentina, 2020, 22’
Ottobre 2019: dopo le proteste popolari, il Cile è sulle barricate e nella città di Antofagasta il piccolo Etienne vede intorno a sé edifici e automezzi in fiamme.

Wan Ju Wu
di Isabela Quintana Bianchi
Spagna, 2020, 16’
In un bordello di bambole tecnologiche, disponibili a soddisfare ogni desiderio, una zona d’ombra in cui la sessualità rivela l’alleanza tra patriarcato e capitalismo.